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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Rimini
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mwhqRimini (; mwhwRémin, mwiaRémni o mwiqRémne in mwigromagnolocite-ref-4[4]; mwjwin italiano fino a tutto il '700 anche mwkaRiminocite-ref-5[5]) è un mwlqcomune italiano di mwlg150 800 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], capoluogo dell'mwmwomonima provincia in mwnaEmilia-Romagna.

Località di soggiorno estivo di rilevanza internazionalecite-ref-viaggi-viamichelin-it-6-0[6]cite-ref-farina188-7-0[7], con un litorale che si estende per 15mwpg km lungo la costa dell'mwpwAlto Adriatico. Vanta una lunga tradizione turistica: nel 1873 vi fu infatti inaugurato il primo stabilimento balneare della mwqariviera romagnola.cite-ref-8[8]

mwrgColonia fondata dai Romani nel 268 a.C., per tutto il periodo della loro dominazione è stata nodo di comunicazione fra il nord e il sud della penisola e sul suo suolo gli imperatori romani eressero monumenti dei quali restano tracce importanti.cite-ref-9[9] È stata feudo dei mwswMalatesta, e la corte di mwtaSigismondo Pandolfo Malatesta fu una delle più vivaci dell'epoca, ospitando artisti come mwtqLeon Battista Alberti, mwtgPiero della Francesca, mwtwRoberto Valturio, mwuaMatteo de' Pasti conservando rilevanti opere del Rinascimento italiano.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Media
Arte
Teatro
Cinema
Musica
Cucina
Eventi
Pesca
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Rimini è il più grande comune della mwvqValmarecchia, è situata sul mwvgmare Adriatico, all'estremità sud-orientale dell'Emilia-Romagna, a breve distanza dal mwvwMontefeltro e dalle mwwaMarche. Il territorio comunale si estende per 135,71mwwq km² e confina con mwwgBellaria-Igea Marina, mwwwSan Mauro Pascoli e mwxaSantarcangelo di Romagna a Nord Ovest, mwxqVerucchio e mwxgSerravalle a Sud Ovest, mwxwCoriano a Sud e mwyaRiccione a Sud Est. Rimini occupa una posizione storicamente strategica, verso il vertice meridionale della mwyqpianura Padana.

Pur trovandosi ancora in pianura, è circondata a sud-ovest da basse e verdi colline, ai cui piedi si stende la città: Covignano (153mwyw m), Vergiano (81mwza m), San Martino monte l'Abate (57mwzq m) e San Lorenzo in Correggiano (60mwzg m), coltivate a vigneti, oliveti e frutteti e dominate da ville signorili. Queste lievi ondulazioni, costituite in prevalenza da formazioni argillose e sabbiose, raccordano gradualmente gli ambiti di pianura, originati dai depositi fluviali del mwzwMarecchia e dell'mwaaAusa, i due principali fiumi del riminese, a una serie di poggi più elevati che salgono verso l'Appennino romagnolo. Il fiume Marecchia scorre entro un letto ghiaioso molto ampio e, dopo aver ricevuto le acque del torrente Ausa, sfocia nell'Adriatico attraverso un deviatore tra S.mwaq Giuliano Mare e Rivabella, mentre il corso fluviale originario è utilizzato nel suo tratto a mare come porto canale. Il Marecchia, normalmente povero d'acqua, era soggetto a periodiche piene in grado di provocare spaventose inondazioni alla sua foce, dove il suo letto si restringeva in una strozzatura preceduta da numerose anse, e per questa ragione fu deviato a nord della cittàcite-ref-10[10]. Il torrente Ausa, che costituì per secoli il limite orientale di Rimini, venne allo stesso modo deviato nel secondo dopoguerra e il suo letto fu colmato e trasformato in parco urbano.

La fascia costiera, costituita da depositi marini recenti, è orlata da una spiaggia di sabbia fine, lunga 15mwbw km e larga fino a 200 m, interrotta soltanto dalle foci dei corsi d'acqua e digradante molto lentamente verso il mare. Lungo il litorale corre un cordone sabbioso, o "falesia morta", formato da fenomeni di ingressione marina verificatisi intorno al 4.000 a.C. e sfruttato dai Romani per l'impostazione del primo porto cittadino. Un tratto del cordone è conservato a nord di Rimini, tra Rivabella e Bellaria-Igea Marina, arretrato di circa 1300 metri rispetto alla linea di costacite-ref-11[11].

Il territorio riminese, per la sua posizione geografica e per i suoi caratteri climatici, è situato al confine tra la zona fitoclimatica mediterranea e la zona centroeuropeacite-ref-12[12]cite-ref-13[13], e rappresenta quindi un ambiente di transizione sotto l'aspetto naturalistico. La flora del riminese è tradizionalmente compresa nella zona fitoclimatica del mwfqLauretum, al punto di incontro tra la fascia mediterranea del leccio, che qui raggiunge il suo estremo settentrionale lungo la costa adriatica, la fascia sub-mediterranea calda dei querceti caducifogli di roverella e la fascia temperata della farnia, del carpino e del frassinocite-ref-14[14].

Clima

Rimini ha un mwhqclima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfa)cite-ref-15[15] Secondo la classificazione di Rivas-Martínez, rientra nella fascia a mwigclima mediterraneo (Csa).cite-ref-16[16].

Il clima è mite, a ridotta escursione termica diurna, grazie all'influsso del mare Adriatico, con mwkabrezze di mare costanti tra la mwkqprimavera e l'mwkgautunno, e relativamente poco piovoso per la parziale protezione dell'Appennino romagnolo al passaggio delle perturbazioni oceaniche. Rimini presenta temperature medie autunnali e invernali e temperature minime medie annuali tra le più alte in assoluto in Emilia-Romagnacite-ref-17[17].

La temperatura media annuale, per il periodo 1971–2000, è di 13,6mwma °C; il mese più freddo è gennaio, con una temperatura media di 4,0mwmq °C, quello più caldo è luglio, con una temperatura media di 23,1mwmg °Ccite-ref-clima-meteoam-it-18-0[18]. La temperatura più alta registrata dalla stazione meteorologica di Rimini-Miramare, situata presso l'aeroporto, è di 38,9mwnw °C (agosto 2000), quella più bassa è di -17,2mwoa °C (gennaio 1985)cite-ref-clima-meteoam-it-18-1[18]. Le temperature estreme registrate dalla stazione meteorologica di Rimini Lido, interna all'area urbana, sono di 37,9mwpq °C (agosto 1988) e di -10,1mwpg °C (gennaio 1985)cite-ref-19[19].

Le precipitazioni sono contenute (655mwra mm annui) e distribuite regolarmente durante il corso dell'anno, con valori massimi in ottobre (75mwrq mm) e minimi in gennaio e in luglio (42 e 43mwrg mm)cite-ref-clima-meteoam-it-18-2[18]. In primavera, autunno e mwswinverno le precipitazioni sono portate prevalentemente dal passaggio di perturbazioni oceaniche o dalla formazione di cicloni mediterranei, mentre in mwtaestate sono più frequentemente di tipo convettivo, con temporali che giungono sulla costa dall'mwtqAppennino o dalla pianura Padana.

L'umidità è molto elevata tutto l'anno, con un minimo del 72% in giugno e in luglio e un massimo dell'84% in novembre e dicembre. I venti prevalenti provengono da O (Ponente), seguiti da quelli da S (Ostro), E (Levante) e NE (Grecale)cite-ref-20[20]. Il vento da SO, noto come mwuwlibeccio o garbino, è un vento di caduta appenninico eccezionalmente caldo e secco che precede l'arrivo di depressioni atlantiche, portando temperature molto elevate in ogni stagione. L'insolazione media, per il periodo 1961-1990, è di oltre 2.040 ore di sole all'annocite-ref-21[21].

| Rimini Miramare (1971-2000) | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Rimini Miramare (1971-2000) | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 7,7 | 9,5 | 13,2 | 16,9 | 21,9 | 25,8 | 28,5 | 28,1 | 24,5 | 19,2 | 12,8 | 8,9 | 8,7 | 17,3 | 27,5 | 18,8 | 18,1 |
| T. media ( °C ) | 4,0 | 5,3 | 8,5 | 11,9 | 16,6 | 20,4 | 23,1 | 22,8 | 19,4 | 14,8 | 9,0 | 5,2 | 4,8 | 12,3 | 22,1 | 14,4 | 13,4 |
| T. min. media ( °C ) | 0,4 | 1,1 | 3,7 | 6,9 | 11,2 | 15,0 | 17,7 | 17,6 | 14,4 | 10,4 | 5,1 | 1,5 | 1,0 | 7,3 | 16,8 | 10,0 | 8,8 |
| Precipitazioni ( mm ) | 41,8 | 45,1 | 47,8 | 52,8 | 47,9 | 56,3 | 42,8 | 61,3 | 70,4 | 75,2 | 67,0 | 46,6 | 133,5 | 148,5 | 160,4 | 212,6 | 655,0 |
| Giorni di pioggia | 6 | 6 | 6 | 7 | 7 | 6 | 4 | 6 | 7 | 8 | 7 | 7 | 19 | 20 | 16 | 22 | 77 |
| Umidità relativa media (%) | 83 | 79 | 76 | 75 | 75 | 72 | 72 | 74 | 76 | 81 | 84 | 84 | 82 | 75,3 | 72,7 | 80,3 | 77,6 |

Storia

Le origini e l'età romana

Le prime tracce dell'insediamento umano nel territorio riminese risalgono al mwzaPaleolitico inferiore (oltre 800.000 anni fa). Il popolamento fu favorito già in epoca antica dalla posizione geografica e dalle caratteristiche morfologiche dell'area: colli ricchi di sorgenti idriche, allo sbocco dell'ampia valle del Marecchia (agevole via di comunicazione con l'alta mwzqValtiberina attraverso il valico di Viamaggio) e in prossimità del mare, che offriva buone possibilità di approdo alla foce del fiumecite-ref-susinitripponi19-22-0[22].

L'arrivo dei Celti (390 a.C.) portò rapidamente alla decadenza e all'abbandono di numerosi insediamenti umbro-etruschi e contemporaneamente favorì lo sviluppo dei centri costieri di mw0wRavenna e Riminicite-ref-maroni25-23-0[23]. Le tribù gallo-celtiche mantennero per quasi un secolo il controllo del territorio, fino alla battaglia di Sentino (295 a.C.), nella quale la coalizione di mw2aGalli, mw2qUmbri, mw2gEtruschi e mw2wSanniti fu sconfitta dai mw3aRomani, che aprirono la strada alla colonizzazione della mw3qGallia Cisalpinacite-ref-maroni25-23-1[23].

Nel 268 a.C., alla foce del fiume mw4wAriminus (oggi Marecchia), in una zona del Picenocite-ref-24[24] già abitata in precedenza dagli Etruschi, dagli Umbri, dai mw6aPiceni e dai Galli, i Romani "fondarono" la colonia di diritto latino di mw6qAriminum. Lo statuto di colonia latina, conferito solitamente alle città fondate allo scopo di controllare e difendere nuovi territori, conferiva ad Ariminum il ruolo di stato autonomo, legato a Roma da trattati che ne regolamentavano il commercio, la difesa e i rapporti estericite-ref-giorgetti31-25-0[25].

Ariminum era snodo di importanti vie di comunicazione tra il Nord e il Centro mw8wItaliacite-ref-maroni31-26-0[26]: la mw-aVia Flaminia (220 a.C.), proveniente da mw-qRoma, la mw-gVia Emilia (187 a.C.), diretta a mw-wPiacenza, e la mw-aVia Popilia-Annia (132 a.C.), che collegava la città a Ravenna, mw-qAdria, mw-gPadova, mw-wAltinum e mwaqaAquileia. Di grande importanza era che il Porto di Rimini rappresentava la linea difensiva della flotta romana nell'alto Adriatico, mentre Brindisi era quella nel basso Adriatico. Inoltre, Rimini ed Arezzo erano le città di difesa con legioni stanziali all'epoca della II guerra punica.

Durante l'ultimo secolo dell'età repubblicana la città fu coinvolta nelle guerre civili, rimanendo sempre fedele al popolo romano e a mwaqiCaio Mariocite-ref-maroni31-26-1[26]. Per questa sua secolare fedeltà a Roma, ad Ariminum furono riconosciuti nel 90 a.C. la cittadinanza romana e il rango di primo municipio cispadano. Nel 49 a.C., dopo il passaggio del mwaqcRubicone (che segnava l'inizio dell'Italia propria in età repubblicana, e di cui è tuttora incerta l'identificazione), mwaqgGiulio Cesare rivolse un discorso alle proprie mwaqklegioni nel mwaqoForo di Rimini, pronunciando la celebre frase «mwaqsmwaqwAlea iacta est» ("Il dato è stato lanciato", spesso erroneamente tradotto come "Il dado è tratto").

Nella prima età imperiale Rimini godette di un lungo periodo di prosperità e rinnovamento urbano, e con gli mwaq4imperatori mwaq8Augusto, mwaraTiberio e mwareAdriano, vennero realizzate grandi opere pubbliche, quali l'mwariArco d'Augusto, il mwarmPonte di Tiberio, il teatro e l'anfiteatrocite-ref-maroni41-27-0[27]. Un generale riassetto interessò la rete dell'acquedotto, il sistema delle fognature e le strade cittadine, che furono lastricate e rialzate in alcuni tratticite-ref-maroni43-44-28-0[28].

Dal III secolo d.C., ormai perduto quel ruolo diretto nella storia d'Italia che la città aveva raggiunto all'epoca di Augusto, Ariminum fu soggetta a un progressivo declino e a trasformazioni sociali e culturali, tra cui la diffusione di culti orientali, dovuti ai rapporti commerciali e alla presenza di numerosi funzionari e mercanti straniericite-ref-giorgetti45-47-29-0[29]. Le prime invasioni barbariche, affrontate con la costruzione di una nuova cinta muraria in età aureliana, portarono a un'inesorabile decadenza e ad un arresto dell'espansione urbanacite-ref-maroni61-30-0[30].

Rimini, già sede vescovile dal 313, ospitò nel 359 un mwasyconcilio di oltre 300 vescovi occidentali a difesa dell'ortodossia cattolica contro l'mwascarianesimo, religione professata da molti popoli germanici che avevano invaso l'Italiacite-ref-maroni68-31-0[31]. Secondo la tradizione il primo vescovo riminese fu mwaswSan Gaudenziocite-ref-maroni68-31-1[31], giunto da mwateEfeso e ucciso dagli ariani nel 360.

Il Medioevo

In epoca tardo antica Rimini fu coinvolta nelle vicende della mwatqguerra greco-gotica, che ne decimò la popolazione e portò ad un progressivo abbandono di alcune aree interne alla cinta muraria. Nel 538 la città venne assediata dalle truppe del goto Vitige, intenzionato a farne un presidio militare per la difesa di Ravenna, fu occupata dai Goti nel 549 e infine conquistata dal generale bizantino mwatuNarsete.

Sotto la dominazione bizantina fu costituita la Pentapoli marittima, composta dalle città di Rimini, mwatcPesaro, mwatgFano, mwatkSenigallia e mwatoAncona. Il territorio della Pentapoli, insieme a quello dell'mwatsEsarcato, fu donato alla mwatwChiesa nel 756 dal re dei mwat0Franchi, mwat4Pipinocite-ref-maroni70-32-0[32].

La città divenne un mwauqlibero comune nel corso del XII secolo, durante il periodo delle lotte per le investiture tra Chiesa e Imperocite-ref-maroni77-33-0[33]. Nel XIII secolo iniziò un periodo di intensa attività urbanistica ed edilizia. Il centro del potere civile divenne la Piazza del Comune (l'attuale piazza Cavour), dove furono edificati il mwaukPalazzo dell'Arengo e il mwauoPalazzo del Podestà. L'antico Foro per secoli ospitò il mercato e, successivamente, tornei e mwausgiostre equestri.

Le più potenti famiglie nobiliari riminesi, i mwau0guelfi Gambacerri e i mwau4ghibellini Parcitadi, si contesero il potere civile per tutto il XIII secolo. Dopo una prima fase in cui la città sposò la causa ghibellina, Rimini divenne guelfa, grazie all'avvento della famiglia dei Malatesta da Verucchio, il cui capostipite fu mwau8Malatesta il Vecchio, detto anche il "Mastin Vecchio" e ricordato nella mwavamwaveDivina Commedia di mwaviDantecite-ref-maroni86-34-0[34].

La signoria malatestiana

I Malatesta assunsero la preminenza tra i guelfi riminesi nel 1248, dopo la rotta subita a Parma dall'imperatore mwav8Federico II di Sveviacite-ref-35[35]. mwawqMalatesta il Vecchio riportò gli esiliati Gambacerri al governo della città, divenendo una figura molto popolare e di prestigio.

Nel 1295 Rimini, sconfitti definitivamente i Parcitadi, fu conquistata dai Malatesta, che ne fecero la capitale della mwawysignoria. Per circa due secoli la città ebbe l'egemonia su un vasto territorio, che superò i confini geografici della mwawcRomagna, estendendosi fino a mwawgSansepolcro (1370-1430), mwawkSestino e Senigallia.

Alla morte di Malatestino (1317), Pandolfo Malatesta divenne signore di Rimini; dopo la sua morte la città passò nelle mani di Ferrantino, mentre ai figli Galeotto e Malatesta "guastafamiglia" spettarono i territori marchigiani. Nel 1343, dopo un lungo periodo di dissidi e lotte intestine tra i membri della famiglia, a Rimini salirono al potere gli stessi Galeotto e Malatestacite-ref-maroni89-36-0[36]. Il dominio su Rimini passò prima nelle mani di Galeotto I (1364) e poi di Carlo (1385), che si distinse per capacità politiche e diplomatiche.

Sigismondo Pandolfo Malatesta, salito al potere nel 1432, fu uno spregiudicato capitano di ventura e allo stesso tempo grande mecenatecite-ref-maroni102-37-0[37]. Sigismondo militò prima al soldo pontificio contro i Visconti, poi a fianco di Francesco Sforza contro il Papa, con la lega tra Firenze e Venezia, con i Senesi e infine contro Pio II. Si assicurò prestigio dinastico attraverso accorte sistemazioni matrimoniali, sposando Ginevra d'Este (morta nel 1440), Polissena Sforza e, nel 1456, Isotta degli Atti, e volle dare lustro al proprio nome con la costruzione del mwaxqTempio malatestiano e di mwaxuCastel Sismondo. Nel 1463 Sigismondo fu sconfitto dalle truppe pontificie guidate da mwaxyFederico da Montefeltro, duca di mwaxcUrbino e suo acerrimo rivalecite-ref-maroni102-103-38-0[38].

Alla morte di Sigismondo (1468) iniziò un periodo di lotte dinastiche tra i figli Sallustio e mwax0Roberto, detto “il Magnifico”. Valente condottiero e abile diplomatico, Roberto fu escluso dal governo della città per volere dello stesso Sigismondo, ma riuscì a impadronirsi di Rimini, venendo accusato della morte dei fratelli e della matrigna Isottacite-ref-maroni109-39-0[39]. Pandolfo IV, ostile alla nobiltà locale (che lo soprannominò “Pandolfaccio”), e il figlio Sigismondo II furono gli ultimi signori della casata malatestiana, ormai giunta a un definitivo declino, prima dell'annessione allo mwayiStato della Chiesacite-ref-maroni110-40-0[40].

In quello stesso 1503 i signori della Romagna spodestati dal mwaygduca mwaykCesare Valentino Borgia, approfittando della morte del padre mwayspapa Alessandro VI, offrirono di sottomettersi alla mwaywRepubblica di Venezia a condizione di riavere i loro antichi domini: il Senato veneziano accettò e la Serenissima prese possesso di Rimini, Faenza e altre città. L'atto irritò profondamente il nuovo pontefice, il genovese mway0Giulio II, il quale, imprigionato il Borgia, intendeva ristabilire il possesso pontificio di quelle terre. Il papa spinse dunque il 22 settembre 1504 Francia e Impero a stringere con lui a mway4Blois un mway8triplice trattato per la futura spartizione dei mwazadomini Veneziani. Nel 1505 Venezia si offrì dunque di restituire al papa le terre occupate, ad eccezione di Rimini e Faenza, frattanto, preoccupata per la crescente crisi del commercio. Il papa incitò allora il nuovo imperatore mwazeMassimiliano I d'Asburgo ad attaccare Venezia, scendendo in Italia con il pretesto del proprio viaggio d'incoronazione a Roma.

Sconfitto, però, Massimiliano rischiò persino di perdere Trieste e Fiume e fu costretto a chiedere una tregua. Quando il doge, in virtù delle proprie antichissime mwazmprerogative episcopali pretese di nominare il nuovo mwazqvescovo di Vicenza, i principali Stati europei trovarono il mwazumwazycasus belli per attaccare la Repubblica, accusata di prevaricare il diritto pontificio sui Vescovi. Il 10 dicembre 1508 Giulio II aderì pubblicamente alla mwazclega di Cambrai con la Francia, l'Impero, la mwazgSpagna e il mwazkDucato di Ferrara, lanciando l'interdetto sulla Serenissima e nominando il duca mwazoAlfonso I d'Este mwazsGonfaloniere di Santa Romana Chiesa. I veneziani vennero sconfitti dai francesi nella mwazwBattaglia di Agnadello. A quel punto però, il papa, preoccupato dal crescente potere degli stranieri sull'Italia, il 24 febbraio 1510, ritirato l'interdetto, si alleò con Venezia, scomunicando Alfonso d'Este e chiamando in soccorso gli mwaz0Svizzeri. Venezia, sopravvissuta al pericolo della guerra della Lega di Cambrai, si tenne in disparte rispetto ai mwaz4nuovi conflitti italiani ed europei concentrandosi sulla minaccia turca. Alla fine dei conflitti però fu costretta a cedere le terre della Romagna allo Stato Pontificio.

Rimini nello Stato Pontificio

Nel 1509, dopo la caduta dei Malatesta e il breve periodo di dominazione veneziana, ebbe inizio il governo pontificio della città, che divenne parte per quasi trecento anni della mwaayLegazione di Ravenna. Dal punto di vista territoriale e politico Rimini non era più capitale di uno Stato autonomo, quanto piuttosto una città marginale dello mwaacstato pontificiocite-ref-maroni44-41-0[41].

La città fu duramente provata dal passaggio dell'esercito imperiale di mwaa0Carlo V nel 1531 e dal transito delle truppe francesi nel 1577, che razziarono il territorio. A ciò si aggiunsero frequenti inondazioni provocate dalle piene del Marecchia, gravi epidemie e carestie, che colpirono periodicamente la città e le campagne.

Nel 1672 la città fu scossa da un violento mwaa8terremotocite-ref-maroni128-42-0[42], che provocò il crollo parziale di abitazioni e di alcuni edifici pubblici, tra cui il palazzo comunale, la cattedrale, la chiesa dei Teatini e quella di San Francesco di Paola.

Il XVIII secolo fu caratterizzato da una grande vivacità della vita cittadina, da un rinnovamento del tessuto edilizio e da una generale ripresa economica, nonostante il ripetersi di alluvioni, passaggi di eserciti e mwabuterremoti, che tornarono a colpire la città. Particolarmente distruttivo fu quello del dicembre 1786, che provocò danni ingenti a edifici pubblici e privaticite-ref-conti33-35-43-0[43]. In misura maggiore rispetto al secolo precedente, nel Settecento Rimini si distinse nell'ambito degli studi scientifici e letterari con l'opera degli scienziati mwaboGiovanni Bianchi, mwabsGiovanni Antonio Battarra e Michele Rosa, del cardinale e storico mwab0Giuseppe Garampi e del poeta mwab4Aurelio Bertolacite-ref-maroni126-127-44-0[44].

Il XIX secolo

Dopo l'ingresso a Rimini di mwacoNapoleone Bonaparte, avvenuto nel febbraio 1797, la città fu annessa alla mwacsRepubblica cispadana prima e, dal 27 luglio dello stesso anno, alla mwacwRepubblica cisalpina. A Rimini fu conferito – anche se per breve tempo – il titolo di capitale del mwac0Dipartimento del Rubicone, qualifica che mantenne fino all'unificazione dei due dipartimenti romagnoli, avvenuta nel 1798cite-ref-maroni135-45-0[45].

A Rimini il 30 marzo 1815, giunto dal mwadmRegno di Napoli, mwadqGioacchino Murat lanciò il mwaduProclama di Rimini, attraverso il quale esortò gli italiani a combattere uniti per la costituzione del mwadyRegno d'Italiacite-ref-maroni138-46-0[46].

Nel 1831 le truppe austriache calarono in Romagna per reprimere l'insurrezione scoppiata nello Stato Pontificio che aveva portato alla creazione del governo delle mwadwProvince Unite Italiane da parte delle legazioni di Ravenna, Forlì, Bologna e Ferrara. Alle porte della città, in località Celle, duemila volontari combatterono mwad0una battaglia contro gli austriaci; lo scontro, ricordato da mwad4Giuseppe Mazzini nel suo scritto “Una notte di Rimini”, si concluse con la restituzione del territorio romagnolo allo Stato Pontificiocite-ref-maroni140-47-0[47].

Il 30 luglio 1843 fu inaugurato il primo “Stabilimento privilegiato dei Bagni Marittimi”, sul modello delle già affermate località balneari francesi e mitteleuropee.

L'annessione al mwaeuRegno di Sardegna avvenne il 5 febbraio 1860, quando il Consiglio comunale di Rimini votò il provvedimento con due soli voti contrari; l'esito fu confermato dalla volontà popolare l'11 marzo dello stesso annocite-ref-maroni145-48-0[48]. L'anno seguente Rimini fu raggiunta dalla mwaeoferrovia Bologna-Ancona (1861). La strada ferrata, posta a mare della città, nella prospettiva di un futuro sviluppo del porto, consentì più agevoli collegamenti con il resto d'Italia, contribuendo in modo decisivo al grande sviluppo dell'economia turisticacite-ref-contipasini149-49-0[49].

Dopo l'annessione al Regno d'Italia Rimini continuò ad essere al centro di avvenimenti politici di grande importanza. Nel 1872 la città ospitò la conferenza che sancì la nascita dell'mwafaanarchismo e la contestuale divisione degli anarchici di mwafeMikhail Bakunin dai seguaci di mwafiKarl Marx; due anni più tardi, nel 1874, a Villa Ruffi, alla storica riunione tra anarchici e repubblicani, furono arrestati mwafmAurelio Saffi e mwafqAlessandro Fortis, con l'accusa di cospirazione insurrezionalecite-ref-maroni152-50-0[50]. Nell'agosto 1881 mwafkAndrea Costa fondò a Rimini il Partito Socialista Rivoluzionario di Romagnacite-ref-maroni153-51-0[51].

Il XX secolo

Il 24 maggio 1915, nel giorno seguente alla dichiarazione di guerra dell'Italia all'mwagqAustria-Ungheria, e il 18 giugno dello stesso anno, Rimini subì bombardamenti navali austriaci, che provocarono ingenti danni ma nessuna vittima. Nel dicembre 1915 e nei primi mesi del 1916 la città subì le prime incursioni aeree nemiche, ad opera di bombardieri austriaci decollati da mwaguPola ed aventi come obiettivo le officine ferroviarie. La difficile situazione creata dalle ostilità del mwagyprimo conflitto mondiale ebbe gravi ripercussioni sull'economia cittadina, a causa della chiusura della stagione dei bagnicite-ref-conti109-52-0[52]. Nel 1916 un forte terremoto danneggiò seriamente palazzi storici, chiese e monumenti, tra cui la chiesa di Sant'Agostino, il palazzo comunale e il Teatro Vittorio Emanuele IIcite-ref-conti98-53-0[53].

Nel 1922 Riccione, all'epoca frazione del comune di Rimini, che si era sviluppata velocemente come località balneare, divenne comune a sé stante. Con il mwaharegime fascista il turismo d'élite fu soppiantato dalla nascita del turismo di massa, con la costruzione di numerosi alberghi, pensioni e villini, e l'apertura di colonie marine nelle frazioni periferiche; la città storica fu invece interessata dagli interventi di risanamento del Borgo San Giuliano (1931) e di isolamento dell'mwaheArco d'Augusto (1938). Nello stesso periodo furono costruite opere di grande importanza per il futuro assetto urbano, tra cui il deviatore del Marecchia (1931), il lungomare (a partire dal 1935) e l'mwahiaeroporto di Rimini-Miramare (1938)cite-ref-maroni168-171-54-0[54]. Nel 1939 l'aeroporto divenne sede di un reparto dell'aeronautica militare e scalo della linea aerea Roma-Veneziacite-ref-conti122-55-0[55].

Durante la mwahwseconda guerra mondiale, tra il 1º novembre 1943 e il settembre 1944 nel corso dell'mwah0Operazione Olive, il cui scopo era di sfondare la mwah4Linea Gotica, su Rimini furono effettuate 11.510 missioni aereecite-ref-56[56], di cui 486 nella sola giornata del 18 settembre, e furono distrutti o danneggiati 754 mezzi corazzati.cite-ref-57[57] Secondo una stima tedesca, alla fine della battaglia più dell'80% di Rimini era stata rasa al suolo e migliaia di civili perirono negli scontri e nei bombardamenti.cite-ref-58[58] I riminesi abbandonarono la città, ormai quasi completamente distrutta, per rifugiarsi nelle campagne circostanti e nella vicina mwaisRepubblica di San Marinocite-ref-maroni175-59-0[59], dichiaratasi neutrale e quindi ritenuta sicura. Tra il 25 agosto e il 30 settembre 1944 le forze tedesche, comandate dal generale mwajaTraugott Herr, e le forze alleate (mwajeRegno Unito, mwajiCanada, mwajmNuova Zelanda e mwajqGrecia), guidate dal generale mwajuHarold Alexander, si scontrarono presso Rimini, nelle vicinanze della Linea Gotica, combattendo una delle più sanguinose battaglie di tutta la Campagna d'Italiacite-ref-contipasini271-273-60-0[60]. Rimini fu liberata il 22 settembre.

Il secondo mwajsdopoguerra fu caratterizzato da una rapida ricostruzione e da un'enorme crescita del settore turistico. Gli alberghi principali erano il Grand Hotel (Arpesella), Il Villa Rosa Riviera (Marchetti), l'Excelsior Savoia, l'Aquila d'Oro (Grossi), l'hotel Amati (Amati). Rimini, grazie a tali albergatori pionieri, al giro di cambiali, al Credito Romagnolo e all'aeroporto, era divenuta una delle più importanti località turistiche d'Italia e d'mwajwEuropa. Conobbe un forte incremento demografico: i circa 77mwaj0 000 abitanti del 1951 diventarono oltre 100mwaj4 000 nel 1963 per effetto del movimento migratorio dall'entroterra, nonostante la fondazione del nuovo comune di Bellaria-Igea Marina (1956)cite-ref-maroni178-61-0[61]. Nel 1992 Rimini divenne capoluogo dell'omonima provincia, ottenendo l'autonomia amministrativa dalla mwakmProvincia di Forlì, rinominata nello stesso momento mwakqProvincia di Forlì-Cesena.

Simboli

Il Comune di Rimini ha come emblema uno scudo bipartito: nella prima metà sono raffigurati, su uno sfondo argenteo nella parte superiore ed un mare increspato in quella inferiore, l'Arco d'Augusto – in un'ipotetica ricostruzione del suo aspetto originario – e il Ponte di Tiberio, monumenti di grande valore identitario per la città. Nella seconda metà, di colore rosso, campeggia una croce guelfa rossa bordata d'argento.cite-ref-62[62]

«Partito: nel primo d'argento, al ponte di cinque arcate sormontato da un arco trionfale romano, il tutto al naturale movente da un mare azzurro ombrato d'argento; nel secondo di rosso, alla croce dello stesso colore bordato d'argento.

»

Riconosciuto con DCG del 31 marzo 1930cite-ref-acs-64-0[64], lo stemma cittadino è il risultato dell'unione di due emblemi preesistenti: quello del libero Comune medievale – così come risulta da alcuni sigilli – e la croce guelfa concessa alla città nel 1509 con la “bolla sipontina” dal pontefice Giulio II.cite-ref-regolamento-63-1[63] Il motto latino mwal0mwal4Jacta est alea è stato concesso con regio decreto del 16 marzo 1936.cite-ref-acs-64-1[64]

Onorificenze

Grande medaglia di bronzo di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)

«Alla Città di Rimini»


Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 30 giugno 1911

Titolo di Città

«Decreto del Capo del Governo

»


31 marzo 1930

Medaglia d'oro al valor civile

«Fedele alle sue più nobili tradizioni, subiva stoicamente le distruzioni più gravi della guerra per la liberazione, attestando, con il sacrificio eroico di numerosi suoi figli, la sua purissima fede in un'Italia migliore, libera e democratica. Rimini, 1940–1944»


Decreto del Presidente della Repubblica 16 gennaio 1961

Monumenti e luoghi d'interesse

La città ha mantenuto per secoli l'assetto romano, con il tracciato regolare dei suoi isolati, custodendo allo stesso tempo i grandi monumenti romani che ne dimostravano le origini antiche. Le trasformazioni medievali, le grandi opere di rinnovamento urbano dei Malatesta, i terremoti, le soppressioni degli mwanuordini conventuali ne hanno determinato un'evoluzione continua, leggibile nella stratificazione di testimonianze storiche. I bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero la città, compromettendo gravemente il patrimonio monumentale e l'integrità del centro storicocite-ref-67[67], che è stato ricostruito e restaurato per valorizzarne gli spazi e i numerosi, pregevoli edifici.

Architetture religiose

Rimini possiede numerose mwaouchiese di interesse storico e artistico, mwaoyconventi e mwaocsantuari, arricchiti da pregevoli opere d'arte, che testimoniano l'evoluzione dell'architettura e dell'arte attraverso i secoli.

In età romana la città aveva numerosi mwaoktempli, dedicati a diverse divinità, dei quali non restano testimonianze significative, ad eccezione delle tracce di un antico tempio romano, rinvenute nella pieve di San Lorenzo in Monte, sul colle di Covignanocite-ref-maroni38-68-0[68].

La città, situata alla confluenza di strade consolari di grande traffico, con un porto importante in collegamento con l'Oriente, accolse molto presto la mwao8religione cristianacite-ref-pasini7-69-0[69]. Le prime testimonianze monumentali del mwapqCristianesimo, tra cui la cattedrale di S.mwapu Colomba e la basilica di S.mwapy Gaudenzo, furono modificate nel corso dei secoli e distrutte nel periodo napoleonicocite-ref-pasini7-69-1[69].

Nel mwapwMedioevo sorsero i grandi conventi e le chiese di numerosi ordini religiosi, quali i mwap0Benedettini, gli mwap4Agostiniani, i mwap8Domenicani, i mwaqaFrancescani, i mwaqeCarmelitani e i mwaqiServiticite-ref-pasini15-70-0[70] e la città si arricchì di santuari, oratori, celle e tempietti, alcuni dei quali costruiti a ricordo di eventi miracolosi. Tra gli edifici religiosi più importanti costruiti in epoca medievale si ricordano mwaqcSant'Agostino, San Francesco, mwaqgSan Giuliano, San Giovanni Battista, la mwaqkchiesa dei Servi e la chiesa di San Domenico, non più esistente.

La chiesa gotica di San Francesco, già utilizzata come luogo di sepoltura dalla famiglia Malatesta, fu interamente trasformata nella prima metà del XV secolo da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel Tempio malatestiano, monumentale mwaqsmausoleo del signore di Rimini, su progetto di Leon Battista Alberti.

Sui colli che circondano la città si trovano la chiesa di San Fortunato, la mwaq0chiesa della Madonna delle Grazie e la pieve di San Lorenzo in Monte, di origini medievali e trasformate più volte nel corso dei secoli.

Nel Cinquecento furono costruiti la chiesa della Madonna della Colonnella e il mwaq8Tempietto di Sant'Antonio da Padova. Nello stesso secolo furono rinnovate le chiese di S.mwara Rita e di San Giuliano.

La città ebbe tra il XIV e il XVI secolo una fiorente mwaricomunità ebraica, che costruì tre mwarmsinagoghe, delle quali non rimane alcuna traccia. La più antica sinagoga è attestata già dal 1486, in Piazza Cavour; una seconda fu costruita nella contrada di Santa Colomba e una terza, detta “Sinagoga magna”, in via Cairoli.

Nel Settecento ordini e confraternite promossero il rinnovamento di tutti i principali edifici religiosi: sorse la chiesa del Suffragio e vennero trasformate, in forme grandiose ed eleganti, le chiese di Sant'Agostino, San Giovanni Battista, mwaruSan Bernardino e la chiesa dei Servi. Gli interni furono decorati da opere di artisti riminesi ed emiliani quali mwaryGuido Cagnacci, il mwarcGuercino, mwargVittorio Maria Bigari e Antonio Trentanove. La chiesa di Santa Colomba fu cattedrale fino al 1798: il titolo fu prima trasferito alla chiesa di Sant'Agostino e, nel 1809, al Tempio malatestianocite-ref-71[71]. Il patrimonio architettonico religioso fu profondamente segnato dalla soppressione degli ordini voluta da mwar0Napoleone e dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che inflissero danni gravissimi.

Architetture civili

Le architetture civili di Rimini comprendono numerosi edifici (mwasopalazzi, mwassteatri, mwaswhotel storici, mwas0ville, villini) e altri monumenti (mwas4fontane, mwas8ponti, mwataarchi) che testimoniano la storia della città attraverso i secoli.

L'Arco d'Augusto e il ponte di Tiberio, monumenti di mwatietà romana imperiale, sono da almeno mille anni i simboli di Rimini, ammirati e celebrati, inclusi nello stemma civico fin dal X secolocite-ref-pasini19-72-0[72] e assunti a modello per l'architettura del mwatcRinascimentocite-ref-cricco650-73-0[73]. L'Arco d'Augusto, il più antico arco romano superstite e simbolo di Rimini, fu costruito nel 27 a.C. in onore dell'imperatore Augusto per celebrare il restauro delle più importanti strade consolari italianecite-ref-matteini124-74-0[74]. Il ponte di Tiberio, imponente costruzione a cinque arcate, fu costruito sotto Augusto a partire dal 14 d.C. e terminato nel 21 d.C. da Tiberio.

L'antica mwauePorta Montanara fu costruita al tempo di Silla, nel I sec. a.C.; era uno dei quattro ingressi - insieme alle porte Romana, Gallica e Marina - di Ariminum.

I palazzi dell'Arengo e del Podestà, in piazza Cavour, furono costruiti rispettivamente nel 1204 e nel 1334 in stile gotico. Il grande complesso monumentale, sede del potere civile, delle assemblee cittadine e dell'amministrazione della giustizia fin dal Medioevo, fu trasformato nei secoli successivi e riportato alle forme originarie con lunghi restauri compiuti tra il 1919 e il 1925.

I palazzi nobiliari, caratterizzati da un mwauqclassicismo composto e solenne, furono in gran parte costruiti tra il XVI e il XVIII secolo dai più importanti casati riminesi. Tra i più importanti figurano Palazzo Garampi, sede del municipio in piazza Cavour, Palazzo Gambalunga, sede della mwauuBiblioteca Gambalunghiana, Palazzo Buonadrata, sede della Cassa di Risparmio, Palazzo Cima, Palazzo Diotallevi, Palazzo Giovannini, Palazzo Massani, Palazzo Ricciardelli, Palazzo Ripa, Palazzo Zavaglicite-ref-75[75].

Al XIX secolo risale Palazzo Ghetti, mentre del 1914 è il Palazzo della Cassa di Risparmio, costruito in piazza Luigi Ferrari come sede di rappresentanza della storica mwausbanca riminese.

Sul colle di Covignano e sugli altri poggi che circondano la città sorgono splendide ville signorili, sede di proprietari terrieri e residenze di rappresentanza, immerse nel verde di mwau0vigneti, mwau4oliveti e mwau8giardini formali di mwavalecci e mwavecipressi, tra cui Villa Des Vergers, Villa Mattioli, Villa Alvarado, Villa Bianchini, Villa Cantelli, Villa il Castellaccio e Castello Miramare.

Per molti secoli l'unica fontana monumentale della città, di fondamentale importanza in quanto fonte di approvvigionamento idrico, fu la mwavmfontana della Pigna, in piazza Cavour, affiancata dal “fontanone” dei cavalli nella stessa piazza. Nel 1928 fu costruita la mwavqfontana dei Quattro Cavalli a mwavuMarina Centro, a ornamento dei giardini del Kursaal.

L'antica pescheria e il faro, edifici storici della marineria, risalenti alla metà del Settecento, testimoniano la vitalità economica, imprenditoriale e marittima della città, che fu per lungo tempo uno dei principali porti pescherecci e commerciali dell'mwavcAdriaticocite-ref-76[76].

Per la sua tradizione di località turistica, tra le più antiche in Italia, la città possiede inoltre numerosi esempi di architetture balneari, quali hotel, mwav0stabilimenti balneari e villini, tra cui il mwav4Grand Hotel, le palazzine Roma e Milano, i villini Solinas, Baldini, Recordati e Cacciaguerra, a Marina Centro.

Consacrato nel 1813,cite-ref-06-77-0[77]cite-ref-28-78-0[78] il mwawgcimitero monumentale di Rimini è il luogo di riposo finale di diverse figure di spicco associate a Rimini, tra cui mwawkAmintore Galli, mwawoRenzo Pasolini e mwawsFederico Fellini.cite-ref-28-78-1[78]

Architetture militari

Il patrimonio storico di architetture militari di Rimini riassume l'immagine e la struttura stessa della città dall'antichità romana fino al primo Quattrocento, documentandone i caratteri fondanti, l'evoluzione e gli eventi storici.

Le mura, con i suoi mwaxgtorrioni e le sue mwaxkporte, e il castello costituirono per secoli un sistema difensivo importante per la vita cittadina sotto molteplici aspetti: protezione dai pericoli esterni, elemento essenziale dell'assetto urbanistico e controllo sui commerci con il territorio circostantecite-ref-delucca907-79-0[79].

Rimini ebbe una mwax8cinta muraria fin dalla sua fondazione (268 a.C.); nel III secolo d.C. fu costruito un nuovo sistema fortificato che rimase operativo per molto tempo, fino al Medioevo, quando nuove esigenze militari richiesero l'edificazione di una nuova cerchia fortificata, voluta dall'imperatore Federico IIcite-ref-delucca907-79-1[79].

La cinta muraria malatestiana fu costruita in fasi differenti tra la metà del XIV e l'inizio del XV secolo, a difesa della città e del borgo San Giuliano, seguendo un tracciato leggermente esterno rispetto alle precedenti mura di età repubblicana e federiciana. Le mura del borgo San Giuliano furono edificate per volere di mwayuGaleotto I Malatesta nel 1359cite-ref-tonini39-80-0[80], mentre la cinta muraria della città fu costruita nel 1426 da mwayoCarlo Malatestacite-ref-delucca936-81-0[81].

Castel Sismondo, voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta come residenza signorile e fortezza al tempo stesso, coronava il sistema difensivo malatestiano connettendosi alla mwazacinta muraria cittadina.

Al mutare delle tecniche militari e delle condizioni politiche, tra la fine del Settecento e la metà dell'Ottocento, quasi tutte le porte cittadine furono abbattute e sostituite da barriere daziarie; ulteriori distruzioni avvennero nel Novecento, quando l'espansione urbana varcò l'antico e ormai obsoleto limite delle muracite-ref-delucca918-82-0[82].

Strade e piazze

Rimini presenta una struttura urbana di origine mwazgromana, composta da mwazkpiazze e mwazostrade più volte trasformate nel tempo, che testimoniano la sua evoluzione attraverso i secoli.

Piazze

Piazza Cavour, centro della vita cittadina dal Medioevo, e piazza Tre Martiri, l'antico mwaz4foro romano, sono le due piazze principali di Rimini, punti di ritrovo e d'incontro, nei quali si svolgono tradizionalmente mwaz8cerimonie, mwa0amostre e mwa0emercaticite-ref-conti111-83-0[83].

Tra le grandi piazze della città figurano inoltre piazza Malatesta, anticamente unita a piazza Cavour, sulla quale prospettavano la cattedrale e il castellocite-ref-conti222-84-0[84], e piazza Luigi Ferrari, realizzata nell'Ottocento con un importante rinnovamento urbanistico.

Strade

Le principali strade storiche sono il corso d'Augusto, l'antico mwa00decumano massimo, che collega l'Arco d'Augusto al ponte di Tiberio attraversando le piazze principali, affiancato da mwa04caffè, mwa08negozi, grandi magazzini, palazzi nobiliari e sedi di rappresentanza delle principali istituzioni pubbliche e private della città, e via Giuseppe Garibaldi, l'antico mwa1acardo massimo, che collega Porta Montanara alla mwa1estazione ferroviaria.

Un carattere distintivo della vecchia Rimini è dato da numerose piazzette, che compongono angoli particolarmente suggestivi: le piazzette Gregorio da Rimini o “delle poveracce”, San Bernardino, Ducale, Zavagli, Gaiana e dei Servi nel centro storico, e le piazzette San Giuliano, Pozzetto, Ortaggi, Gabena, Padella e Pirinela nel borgo San Giuliano.

Altro

Le strade e le piazze di Rimini sono ornate da mwa1umonumenti, mwa1ysculture, mwa1ccolonne e mwa1giscrizioni di diverse epoche. Tra i più importanti, si ricordano la colonna di Giulio Cesare, costruita nel 1555 per celebrare l'allocuzione che qui l'imperatore romano rivolse ai soldati della XIII legione dopo il passaggio del Rubiconecite-ref-tonini55-85-0[85], il monumento a mwa10Paolo V, in piazza Cavour, eretto nel 1614 come atto di riconoscenza della città a mwa14papa Paolo V Borghesecite-ref-nanni9-86-0[86] e il monumento ai caduti della mwa2mGrande Guerra in piazza Luigi Ferrari, realizzato da mwa2qBernardino Boifava nel 1926cite-ref-matteini82-87-0[87].

Siti archeologici

Rimini possiede il più grande patrimonio archeologico dell'Emilia-Romagnacite-ref-88[88], eredità del suo lungo passato e del suo ruolo di importante nodo stradale, centro economico e punto di riferimento per il territorio.

La ricchezza di ritrovamenti si deve all'opera di mwa3eLuigi Tonini, il più illustre storico riminesecite-ref-graziosi317-89-0[89], e ai numerosi scavi effettuati nella seconda metà del Novecentocite-ref-graziosi322-90-0[90], che hanno prodotto una disponibilità documentaria molto ampia sulla storia e sulla struttura della città romana, sull'mwa3oarchitettura, l'mwa3sarte, i mwa3wculti religiosi, l'mwa30economia e molteplici aspetti della vita quotidiana dei suoi abitanti.

I rinvenimenti includono le rovine del monumentale mwa38Anfiteatro romano di Rimini, numerose mwa4adomus di età repubblicana e imperiale, resti della sede stradale, mwa4enecropoli sorte lungo le mwa4ivie consolari e impianti produttivi. I siti archeologici di tre domus, grandi abitazioni signorili che riflettono nei loro caratteri architettonici e decorativi il contatto con la mwa4mcultura greca e il diffondersi della filosofia dell'“otium”, sono stati conservati in loco: la mwa4qdomus del Chirurgo, la domus di palazzo Massani e la domus della Camera di Commerciocite-ref-fontemaggi43-91-0[91]. Il complesso dei siti archeologici riminesi include inoltre gli scavi archeologici dell'ex Consorzio Agrario e del convento di San Giuliano, la Colonna miliare del Terzo Miglio a mwa4kMiramare e il mwa4oponte romano di San Vito.

Aree naturali

Rimini ha un ampio sistema di verde pubblico, con 1,3 milioni dimwa44 m² di parchi e mwa48giardini in ambito urbano (9,4mwa5a m²/ab)cite-ref-92[92] e un totale di 3,2 milioni dimwa5u m² di aree verdi nell'intero territorio comunalecite-ref-93[93], inclusi parchi fluviali, impianti sportivi e aree naturalistiche.

Il sistema del verde comprende una serie di grandi parchi urbani, creati lungo l'antico corso del fiume Marecchia e del torrente Ausa, parchi e giardini di quartiere, viali alberati e verde d'arredo.

I principali parchi cittadini sono il parco XXV Aprile, il mwa5wparco Giovanni Paolo II, il mwa50Parco Alcide Cervi, il Parco Maria Callas, il Parco Fabbri, il Parco della Ghirlandetta, il Parco Federico Fellini, il Parco Sandro Pertini, a Marebello, e il Parco Giovanni Briolini, a San Giuliano Mare.

Il complesso arboreo presente nel territorio riminese comprende circa 42.000 mwa58alberi, appartenenti a 190 diverse specie, in prevalenza mwa6atigli, mwa6eplatani, mwa6iaceri, mwa6mpioppi, mwa6qpini e mwa6uquercecite-ref-94[94]. Nel comune di Rimini sono presenti 23 grandi esemplari arborei tutelati come alberi monumentali per la loro età e il loro valore naturalisticocite-ref-95[95], tra cui il platano di piazza Malatesta, la mwa64roverella del parco Giovanni Paolo II, i cipressi di Sant'Agostino, l'mwa68olmo di viale Amerigo Vespucci e i tigli di San Fortunato.

La rete ciclabile cittadina si articola nel verde dei parchi e lungo i viali più importanti, collegando i principali monumenti, le attrazioni turistiche, le spiagge e i luoghi di ritrovo e offrendo opportunità a diverse categorie di utenti, dagli spostamenti urbani, alla mountain bike, al cicloturismo.

La rete ciclabile urbana è connessa, attraverso il parco XXV Aprile, al percorso ciclabile che collega Rimini a Saiano lungo il corso fluviale del Marecchia.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-96[96]


Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano mwa7419 850, ovvero il 13,23% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cite-ref-97[97]

• mwa8uRomania mwa8y3 173
• mwa8gUcraina mwa8k3 042
• mwa8sAlbania mwa8w3 000
• mwa84Cinamwa881 245
• mwa9eSenegal 971
• mwa9mMarocco 749
• mwa9uMoldavia 720
• mwa9cBangladesh 700
• mwa9kRussia 555
• mwa9sTunisia 497

Qualità della vita

Nella classifica Ecosistema urbano 2020 stilata da mwa94Legambiente, la città si posiziona al 14º posto tra le città più virtuose in Italia in materia di tutela dell'ambientecite-ref-98[98].

La mwa-qraccolta differenziata si attesta al 71,8% nell'anno 2020cite-ref-99[99].

Rimini, insieme ai territori di Bellaria-Igea Marina, dei comuni della Valmarecchia e della mwa-oRepubblica di San Marino, è servita dall'impianto di depurazione di Santa Giustina, che utilizza la tecnica di ultrafiltrazione a membrane. Per superare la gran parte dei divieti temporanei di balneazione disposti quando, in occasione di mwa-spiogge intense o mwa-wtemporali, si rende necessario lo scarico in mare di mwa-0acque reflue, nel 2013 sono stati avviati lavori di potenziamento della mwa-4rete fognaria, il cui completamento è previsto per il 2027. Gli interventi eseguiti tra il 2013 e il 2024 hanno permesso di eliminare quasi del tutto i divieti temporanei di balneazione a Marina Centro, nelle zone sud e centro-sud di Miramare, a Viserba, nelle zone sud, centro e parte della zona nord di Viserbella e nelle zone nord di Rivabella e Torre Pedrera, in aggiunta ai tratti costieri già non interessati (la zona nord di Marina Centro, la zona sud di Bellariva, Marebello, la zona nord di Rivazzurra e la zona centrale di Torre Pedrera).

Rimini è al 25º posto per il clima tra i capoluoghi di provincia italiani secondo mwa-aIl Sole 24 Orecite-ref-100[100].

Cultura

Istruzione

Biblioteche

La mwa-0Biblioteca Civica Gambalunga, storica istituzione fondata nel 1617 dal giureconsulto mwa-4Alessandro Gambalunga, svolge un ruolo preminente nella vita culturale cittadina. Il patrimonio librario, costituito da circa 2.000 volumi al tempo della fondazione e ampliato nel corso dei secoli da acquisti e donazioni – tra cui quelle del cardinale Giuseppe Garampi e dell'antichista Adolphe Noel des Vergers – conta attualmente 280.000 libri (di cui 60.000 antichi), 1.350 manoscritti, 6.000 stampecite-ref-101[101] e 80.000 fotografiecite-ref-102[102]. Tra le edizioni a stampa del XV secolo, gli mwbacincunaboli, spiccano il mwbagDe claris mulieribus (1497) di mwbakGiacomo Filippo Foresti, tratto in parte dall'mwbaoomonima opera di Giovanni Boccacciomwbas, e il mwbawDe re militari (1472) di Roberto Valturio, trattato di larga divulgazione sull'arte della guerra dedicato a Sigismondo Pandolfo Malatesta. La raccolta di codici miniati, provenienti da diversi ambiti culturali e linguistici europei, annovera il mwba0Regalis Historia di frate Leonardo (XIV secolo) e il mwba4De Civitate Dei di mwba8Sant'Agostino (inizi del XV secolo).

Scuole

Hanno sede a Rimini istituzioni scolastiche pubbliche di ogni ordine e grado: il territorio comunale conta 13 nidi d'infanzia comunali, 12 scuole dell'infanzia statali, 39 scuole primarie statali, 5 scuole secondarie statali di primo grado e 12 scuole secondarie statali di secondo grado (5 licei, 3 istituti tecnici, 3 istituti professionali e un istituto di studi musicali).cite-ref-103[103]

Il più antico liceo cittadino è il Liceo Classico “Giulio Cesare”, istituito nel 1800cite-ref-liceocesarevalgimigli-it-104-0[104] e ospitato prima all'interno di Palazzo Gambalunga, poi a Palazzo Buonadrata e, dal 1996, nell'attuale sede di Via Maurizio Brighenti. Tra gli alunni celebri che frequentarono il liceo si ricordano mwbbsGiovanni Pascoli, Federico Fellini, mwbbwSergio Zavoli e mwbb0Antonio Paolucci.cite-ref-liceocesarevalgimigli-it-104-1[104]

Università

Il Campus di Rimini dell'mwbcgUniversità di Bologna, sede di decentramento di attività e strutture dell'ateneo bolognese, è frequentato da circa 5.800 studenticite-ref-105[105].

Musei

Il mwbc8Museo della Città, principale istituzione museale di Rimini, fu inaugurato come "Galleria Archeologica" al piano terra di Palazzo Gambalunga nel 1872 dallo storico riminese Luigi Toninicite-ref-graziosi317-89-1[89], assai attivo nella ricerca e nello studio del patrimonio archeologico locale, che da secoli d'altronde rivestiva uno spiccato interesse nella cultura cittadina data la grandiosità dei monumenti e delle rovine che l'età romana aveva qui lasciatocite-ref-graziosi316-106-0[106]. La galleria fu il primo museo della città e fu concepita come raccolta di antichità etrusche e romane rinvenute a Rimini e nelle campagne circostanti.

Nel 1923 il museo fu ordinato nelle sale del convento di San Francesco e nel 1938 fu ampliato con una sezione di arte medievale. I materiali furono sottratti alle distruzioni belliche con il trasferimento tra il 1940 e il 1943 di gran parte dei reperti in due distinti rifugi a Spadarolo e mwbdkNovafeltriacite-ref-graziosi320-107-0[107]. Nel 1964 le raccolte furono trasferite a Palazzo Visconti e infine, nel 1990, nel grande Collegio dei Gesuiti, progettato dall'architetto bolognese Alfonso Torregiani e ultimato nel 1749.

Dal 2010 il museo ospita una sezione dalla mwbd8preistoria alla mwbeatarda antichità, partendo da un milione di anni fa con i segni della presenza dell'mwbeehomo erectus sul colle di Covignano, al tempo lambito dal mare che sommergeva il piano su cui sarebbe stata costruita Rimini; qui sono state trovate selci scheggiate e levigate, oltre alle prime forme ceramiche che segnano la nuova economia agro-pastorale, ai ripostigli dell'età del bronzo di oggetti occultati da commercianti-fonditori.cite-ref-108[108]cite-ref-109[109]

Nella sezione archeologica sono inoltre esposti corredi delle necropoli mwbesvillanoviane di Verucchio e Covignano, frammenti architettonici, sculture, mosaici, ceramiche, monete di età repubblicana e imperiale e il singolare corredo medico dalla mwbewmwbe0domus del chirurgo. Nella raccolta del lapidario romano, ordinato nella corte del convento, figurano monumenti funerari, epigrafi e miliari.

La sezione di arte medievale e moderna comprende raccolte di pittura, scultura, ceramica e oggetti d'arte di scuola romagnola (mwbe8Giovanni da Rimini, mwbfaGiuliano da Rimini, Guido Cagnacci), emiliana (Guercino, Vittorio Maria Bigari), toscana (mwbfeDomenico Ghirlandaio, mwbfiAgostino di Duccio) e veneta (mwbfmGiovanni Bellini) dal XIV al XIX secolo. Il museo organizza esposizioni temporanee e promuove attività di ricerca, studio e restauro del patrimonio storico e artistico cittadino.

Nel 2020 è stato inaugurato il PART (Palazzi dell'Arte di Rimini), si tratta di una galleria d'arte contemporanea nata grazie alla collaborazione tra il Comune e la mwbfuFondazione della Comunità di San Patrignano. Ospita opere di proprietà della Fondazione San Patrignano di artisti come mwbfyVanessa Beecroft, mwbfcSandro Chia, mwbfgEnzo Cucchi, mwbfkDamien Hirst, mwbfoEmilio Isgrò, mwbfsIgor Mitoraj, mwbfwMimmo Paladino, mwbf0Michelangelo Pistoletto, mwbf4Mario Schifano.

Il Museo Fellini, dedicato all'omonimo regista riminese, ospita esposizioni temporanee di documenti, disegni, scenografie e costumi relativi alla produzione cinematografica di Federico Fellinicite-ref-pasinimusei61-110-0[110]. Il 19 agosto 2021 è inaugurato il nuovo mwbgqFellini Museum Rimini ospitato in tre sedi: Castel Sismondo, Piazza Malatesta e Palazzo del Fulgorcite-ref-111[111].

Il Museo degli Sguardi, ospitato nella settecentesca Villa Alvarado sul colle di Covignano, fu istituito nel 2005 con l'acquisizione dei reperti del mwbgoMuseo delle culture extraeuropee “Dinz Rialto” , fondato a Rimini nel 1972 dall'omonimo esploratore padovano, delle raccolte del mwbgsMuseo Missionario Francescano delle Grazie e di collezioni private. Il museo conta oltre 3.000 pezzi provenienti da Cina, Oceania, Africa e America precolombianacite-ref-pasinimusei63-112-0[112]: dipinti, sculture, oggetti d'uso, totem, maschere, strumenti musicali e tessuti illustrano i modi in cui il mondo occidentale ha guardato storicamente alle culture di questi paesi.

Il Museo della Piccola pesca e della Marineria, a mwbheViserbella, documenta la storia della marineria riminese attraverso una raccolta di imbarcazioni, attrezzi per la pesca, modelli, fotografie e un'ampia collezione di conchiglie, provenienti da tutto il mwbhibacino del Mediterraneocite-ref-pasinimusei53-113-0[113].

Museo del Tempio Malatestiano, con all'interno il Tesoro della Cattedralecite-ref-114[114]cite-ref-115[115].

Museo Archeologico Multimediale, situato sotto la platea del Teatro Gallicite-ref-116[116].

Mostra Storico-Militare “1º Maresciallo Franco Rizzi”, all'interno della caserma Giulio Cesarecite-ref-117[117].

Casa Museo Fagnani Panicite-ref-118[118]

Italia in Miniaturacite-ref-119[119]

Nel comune di Rimini sono presenti due musei privati: il mwbjuMuseo dell'Aviazionecite-ref-120[120] in cui ha sede anche il Museo dell'Aeromodellismocite-ref-121[121] a Sant'Aquilina, al confine con la Repubblica di San Marino, e il Museo Nazionale del Motociclo, in località Casalecchio.

Media

Stampa

La città può vantare, a meno di trent'anni di distanza dalla data di fondazione della prima gazzetta italiana a mwbluFirenze, la pubblicazione del suo primo giornale, il mwblyRimino (1660), stampato dal tipografo veneziano Simbene Simbenicite-ref-meldini90-122-0[122]. Negli anni compresi tra l'mwblsUnità d'Italia e la prima metà del Novecento il largo numero di testate riminesi riflette la varietà e la pluralità delle posizioni e degli interessi cittadinicite-ref-meldini90-91-123-0[123]. Assai numerose furono le testate di partiti politici (mwbmaIl Progressista, mwbmeLa Vita Nuova, mwbmiL'Alfabeto, mwbmmItaliacite-ref-contipasini161-124-0[124], mwbmgIl Mulo, mwbmkL'Azione Democratica, mwbmoLa Discussione, mwbmsIl Momento, mwbmwLa Riscossa, mwbm0L'Ausa, mwbm4La Lotta, mwbm8Il Giornale del Popolo)cite-ref-contipasini195-125-0[125] e le testate fasciste (mwbnqLa Penna Fascista, mwbnuLa Prora, mwbnyIl Tricolore, mwbncLa Testa di Ponte, mwbngIl 33)cite-ref-contipasini233-126-0[126], cui si affiancarono quelli di istituzioni pubbliche, enti religiosi, categorie professionali e movimenti culturali. Singolare testimonianza delle vicende storiche, dello sviluppo turistico e dell'evoluzione dei costumi sono i periodici balneari (mwbn0Corriere dei Bagni, mwbn4Nettuno, mwbn8La Sirena, mwboaGalatea, mwboeLa tregua di Attila, mwboiZigh-zaghcite-ref-contipasini161-124-1[124], mwbocIl Gazzettino Verde, mwbogLa Perla dell'Adriatico, mwbokIl Nautilo, mwbooLoreley, mwbosIl Concerto, mwbowIl Lunariocite-ref-contipasini195-125-1[125], mwbpeIl Lido, mwbpiIl Moscone, mwbpmIl Ficcanaso, mwbpqIl Giojante, mwbpuAllegre Giornatecite-ref-contipasini233-126-1[126]). L'informazione locale di Rimini è curata dalle redazioni dei quotidiani mwbpoCorriere di Rimini, mwbpsmwbpwIl Resto del Carlino, il mwbp0mwbp4Corriere Romagna e dal settimanale cattolico mwbp8Il Ponte.

Radio

La prima emittente radiofonica della città fu mwbqiRadio Rimini (1975), le cui trasmissioni proseguirono fino al 1993cite-ref-127[127]. A Rimini ha sede mwbqcRadio Icaro, fondata a Riccione nel 1981 e facente parte del circuito nazionale di radio cattoliche “Inblu”.

Televisione

La prima emittente televisiva cittadina fu mwbqoBabelis tv poi rinominata mwbqsTeleRimini (dal 2006 mwbqwmwbq0Rete 8 V.G.A) le cui trasmissioni ebbero inizio nel dicembre 1971cite-ref-128[128], con servizi sulla città e il suo territorio, telecronache di eventi sportivi e telefilm. L'informazione televisiva locale è curata inoltre da mwbrimwbrmTeleromagnacite-ref-129[129] e mwbrgIcaroTV, che si occupano di cronaca, sport, folklore e programmi di approfondimento.

Arte

Lo sviluppo delle arti figurative a Rimini fu sempre condizionato in larga misura da apporti esterni, cui si devono opere assai rappresentative: l'assenza di una cultura artistica locale realmente attiva e autonoma spiega bene questo fenomeno, protrattosi nei secoli pur con alcune rare eccezionicite-ref-pasiniarte167-130-0[130]. La dispersione e la distruzione di molte testimonianze d'arte, dovute specialmente ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, non sempre consentono una lettura unitaria della storia artistica locale.

I monumenti più grandiosi dell'antichità a Rimini, l'Arco d'Augusto e il Ponte di Tiberio, furono costruiti per iniziativa dall'imperatore Augusto. Grandi edifici pubblici e importanti luoghi collettivi (anfiteatro, teatro, foro, terme)cite-ref-maroni47-48-131-0[131] sorsero nella prima età imperiale secondo forme architettoniche e modelli ormai consolidati. I caratteri tipologici dell'edilizia residenziale di età imperiale non hanno riscontri nelle regioni della Gallia Cisalpina, tanto per la complessità planimetrica, quanto per la ricchezza di ambienti di rappresentanza e la presenza di vasche ornamentalicite-ref-scagliarini277-132-0[132]. In età romana Rimini fu un centro artistico importante, per la presenza di pregevoli opere di importazione e per lo sviluppo in loco di officine e scuole specializzate nella produzione di ceramiche, terrecotte architettonichecite-ref-maroni35-133-0[133], bronzi artisticicite-ref-maioli195-134-0[134] e mosaicicite-ref-bollini294-135-0[135], che raggiunsero altissimi livelli tecnicicite-ref-maroni54-136-0[136].

Con l'istituzione del libero comune sorsero in fasi distinte le sedi del potere civile, Palazzo dell'Arengo e Palazzo del Podestà, la cui struttura è analoga a quella dei mwbt4broletti dell'mwbt8Italia settentrionalecite-ref-pasiniarte170-137-0[137]. La più importante testimonianze dell'architettura ecclesiastica medievale è rappresentata dalla chiesa di Sant'Agostinocite-ref-pasiniarte170-137-1[137]. Intorno al 1310 mwbugGiotto dipinse gli affreschi e il mwbukCrocifisso su tavola della chiesa di San Francesco: opere importantissime che furono determinanti per lo sviluppo della mwbuoScuola riminese del Trecentocite-ref-pasiniarte172-138-0[138], espressione artistica autonoma e di alto livellocite-ref-pasiniarte170-137-2[137], alla quale appartennero il Maestro dell'Arengo, mwbvmGiovanni Baronzio, mwbvqNeri da Rimini, Giovanni da Rimini, Giuliano da Rimini e mwbvuFrancesco da Riminicite-ref-pasiniarte173-139-0[139].

Nella prima metà del Quattrocento il signore di Rimini, Sigismondo Pandolfo Malatesta, le cui ambizioni di mecenatismo furono di certo finalizzate ad accrescere il suo prestigiocite-ref-pasinimalatestiano18-140-0[140], promosse la costruzione di opere architettoniche di assoluto rilievo: il mwbv8Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti e Castel Sismondo. Per il monumento che doveva rendere immortale il suo nome, il Tempio Malatestiano, Sigismondo Pandolfo Malatesta chiamò Agostino di Duccio e Piero della Francesca, il cui affresco, mwbwamwbweSigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a san Sigismondo, insieme al ritratto su tavola del signore custodito al mwbwiLouvre, rappresenta una tappa fondamentale nel percorso stilistico del maestro toscanocite-ref-pasiniarte174-175-141-0[141]. Nella seconda metà del secolo giunsero a Rimini, sempre su commissione malatestiana, opere di Giovanni Bellini e Domenico Ghirlandaio.

Dopo la caduta dei Malatesta, perduto il ruolo di capitale, non si ebbero più grandi opere a Rimini. L'architettura barocca sfuggì agli eccessi e ai fasti propri di questo stile e mantenne un carattere più sobrio e controllato, al pari delle coeve opere bolognesicite-ref-pasiniedificisacri31-142-0[142]. La pittura barocca assunse spiccati accenti naturalistici nei dipinti di Guido Cagnacci e mwbwwGiovan Francesco Nagli, detto il Centinocite-ref-pasiniedificisacri31-142-1[142], che si distinguono per le ricerche formali sull'uso della luce. Le architetture neoclassiche più significative furono realizzate da architetti forestieri, tra cui mwbxeGiuseppe Valadier, Giuseppe Achilli e mwbxiLuigi Poletticite-ref-pasiniarte180-181-143-0[143]. Tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX, secondo il nuovo gusto borghese per lo mwbxcstoricismo eclettico ed il linguaggio dell'mwbxgArt Nouveau, sorsero grandi alberghi, villini e stabilimenti per l'alta società, concepiti come volumi tradizionali ma arricchiti da decorazioni floreali e motivi esotici.

Nel complesso scenario dell'architettura contemporanea spiccano le opere di mwbxoPaolo Portoghesi, mwbxsMassimiliano Fuksas, mwbxwMario Cucinella, mwbx0Ron Arad e dello studio GMP (Gerkan, Marg und Partner)cite-ref-farina218-144-0[144]. Opere rappresentative dell'arte riminese del Novecento sono le sculture informali di Elio Morri e mwbyiArnaldo Pomodoro (autore del monumento funebre a Federico Fellini), le illustrazioni per grandi firme della moda di René Gruau, la street art di Eron; da ricordare inoltre i manifesti balneari di noti grafici e pittori italiani e stranieri, tra cui Adolfo Busi, mwbymMarcello Dudovich e mwbyqMilton Glaser.

Teatro

Il principale teatro della città è il mwbysTeatro Amintore Galli. Inaugurato nel 1857 su progetto dell'architetto italiano mwbywLuigi Poletti, il teatro è stato pesantemente danneggiato dai mwby0bombardamenti mwby4alleati nel dicembre 1943. I saccheggi e le demolizione che seguirono nel mwby8dopoguerra ne lasceranno intatta solo la facciata e parte del mwbzafoyer. Dopo una lunga e travagliata storia che vede tentativi di ricostruzioni, modifiche e destinazione ad altri usi, i lavori di ricostruzione veri e propri sono cominciati nel 2014 e si sono conclusi nell'ottobre del 2018, durante i quali sono emersi i resti di una mwbzebasilica paleocristiana, che a oggi sono inclusi nel museo archeologico realizzato sotto al teatro assieme al "Galli Multimediale", un innovativo progetto di museo a carattere storico-archeologico, finanziato in buona parte dalla mwbziRegione Emilia-Romagna, e una sezione interamente dedicata a uno dei principali volti musicali del passato quale è mwbzmGiuseppe Verdi. Certa è la presenza di un teatro stabile a Rimini dal 1681, quando il Consiglio comunale decise la trasformazione del salone dell'Arengo in una sala teatrale di grandi dimensioni a palchetti in legnocite-ref-farneti158-145-0[145] su progetto del veneziano Pietro Mauri. Gli spettacoli delle compagnie filodrammatiche qui rappresentati furono seguiti per breve tempo dal giovane mwbzgCarlo Goldoni, trasferitosi a Rimini per studiare alla scuola di filosofia dei Domenicanicite-ref-farneti158-145-1[145]. Le strutture del teatro si rivelarono ben presto insufficienti per il limitato numero di posti e furono smantellate nel 1839 a causa di motivi statici. Anche il Teatro Buonarroti, fondato nel 1816 e frequentato principalmente da esponenti dell'aristocrazia riminese, dovette essere chiuso nel 1843 per minacce di crolli. Tra il 1842 e il 1857 fu costruito il Teatro comunale Vittorio Emanuele II (dal 1947 dedicato a Amintore Galli), progettato da Luigi Poletti secondo gli ormai tradizionali canoni del teatro ottocentesco. Il monumentale edificio neoclassico, preceduto da un portico a cinque arcate, si componeva di un grande atrio a tre navate al piano terra, di un foyer al piano superiore e di una cavea di tre ordini di ventuno palchi sui quali girava la balconata del loggione. Il teatro, inaugurato con la prima de lmwbz0'mwbz4Aroldo di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro di Busseto, ospitò prestigiose stagioni liriche e di prosa fino alla sua parziale distruzione, avvenuta nel dicembre 1943 a causa di un bombardamento aereo.

• Nell'immediato dopo guerra il Teatro viene occupato dai militari e poi, dai riminesi stessi, saccheggiato di arredamenti, mobilio, lampadari al fine di utilizzare i materiali per ricostruire le abitazioni distrutte dalla guerra. Nel 1947 il Teatro, semidistrutto, è dedicato al musicista Amintore Galli (1845-1919), critico musicale e compositore famoso a livello nazionale e mondiale, per il successo del suo Inno dei lavoratori con il testo scritto da Filippo Turati.
• Nel 1975, viene realizzato il primo restauro dell'avancorpo del Teatro. È rinnovata la pavimentazione degli atri e delle sale laterali, consolidati con travi in ferro il piano e il soffitto della sala Ressi, restaurate le decorazioni e le pitture, impermeabilizzato l'esterno dell'edificio. Negli anni a seguire il foyer viene utilizzato per lo svolgimento del Consiglio Comunale.
• Nel 1997, grazie a un finanziamento del Ministero dei Beni Culturali per i Beni Architettonici di Ravenna si provvede al restauro delle facciate esterne, delle superfici decorate nella Sala delle Colonne e nella Sala Ressi e al rifacimento di alcune pavimentazioni.
• Nel 2010, dopo un lungo dibattito culturale sulle modalità di ricostruzione del Teatro Galli, viene approvato il progetto che prevede la ricostruzione della Sala e del Palcoscenico, che viene così a sostituire il progetto di un teatro completamente nuovo che aveva vinto il concorso bandito dal Comune e firmato dall’architetto Adolfo Nicolini, della scuola fiorentina.
• Fra gli anni 2010-2015, grazie al contributo economico della Regione Emilia-Romagna – finanziamento Europeo POR FESR – viene realizzato un complesso e articolato intervento di restauro, consolidamento e adeguamento funzionale del Foyer in grado di recepire anche le nuove esigenze legate alla ricostruzione di tutto il Teatro. Nel corso dei lavori viene realizzata anche a livello del 2^ sottotetto, prevista dall’architetto Luigi Poletti ma incompleta dal 1857.
• Il 30 ottobre 2011 il teatro viene riaperto con la presentazione dello spettacolo mwbayDe bello Gallico - Rimini Enklave creato dal regista mwbacRoberto Paci Dalò e allestito come progetto mwbagmwbaksite-specific nel cantiere del teatro. Grazie a questa prima presentazione, negli anni a seguire gli spazi verranno talvolta utilizzati per brevi periodi in particolare nel periodo natalizio.
• Nel 28 marzo 2015, conclusi i lavori di restauro iniziati nel 2010, il Foyer viene consegnato alla città per essere utilizzato come contenitore culturale nell'attesa che si concluda la ricostruzione del Teatro Galli.
• Il 28 ottobre 2018 terminano tutti i lavori di restauro e il teatro viene ufficialmente riconsegnato alla città.

Dal dopoguerra ad oggi le rappresentazioni ripresero al moderno Teatro mwba0Ermete Novelli, inaugurato nel 1935 a Marina Centro, sul luogo dell'Arena Lido, che allietava con serate di prosa e di operette il soggiorno dei turisti al lido di Rimini.

Cinema

Rimini compare per la prima volta sullo schermo in alcuni filmati sulla vita balneare, tra cui il documentario mwbbqRimini l'Ostenda d'Italia (1912)cite-ref-meldini102-146-0[146]. Negli anni trenta i cinegiornali mwbbkLuce celebrano la conquista del tempo libero e la nascita del turismo di massa, divulgando per la prima volta l'immagine della città a un vasto pubblico. Fu tuttavia Federico Fellini, tra i più noti registi della storia del cinema, a rendere celebri nel mondo personaggi, luoghi e atmosfere di Rimini attraverso i suoi film, ispirati alla sua città natale, anche se girati quasi interamente negli mwbbostudi di Cinecittà, a Roma: mwbbsmwbbwI vitelloni (drammatico 1953), mwbb0mwbb4 (drammatico 1963, premio Oscar 1964), il documentario mwbb8mwbcaI clowns (1970) e specialmente mwbcemwbciAmarcord (drammatico 1973, premio Oscar 1975). I film e gli scritti del regista rivelano la conflittualità del suo rapporto con Rimini. Fellini ammise di non tornarvi volentieri: una sorta di imbarazzo nacque in lui per avere “speculato” tanto sulla sua città, che rappresentava per lui più una “dimensione della memoria” che un luogo realecite-ref-fellini25-147-0[147]. Nei suoi lungometraggi ricorrono spesso, con significati allegorici, i temi autobiografici e le rievocazioni oniriche del mare, simbolo dell'avventura e del viaggio, del mondo contadino e popolare, della ricchezza e dello sfarzo del Grand Hotel, della città che scompare nei banchi di nebbia delle giornate invernali. Oltre ai lungometraggi di Fellini, tra i numerosi film girati a Rimini spiccano mwbccmwbcgLa prima notte di quiete (drammatico 1972, regia di Valerio Zurlini), mwbckmwbcoRimini Rimini (comico 1987, regia di Sergio Corbucci), mwbcsmwbcwAbbronzatissimi (comico 1991, regia di Bruno Gaburro), mwbc0mwbc4Sole negli occhi (drammatico 2001, regia di Andrea Porporati), mwbc8mwbdaDa zero a dieci (drammatico 2002, regia di Luciano Ligabue) e mwbdemwbdiNon pensarci (commedia 2007, regia di Gianni Zanasi).

Musica

Il primo musicista riminese di cui si abbiano notizie fu Sant'Arduino da Rimini (X secolo)cite-ref-148[148]; una tradizione musicale di un certo rilievo è testimoniata nel secolo successivo dalla presenza di una “Scuola cantorum” presso la cattedrale di Santa Colomba. Tra il XV e il XVI secolo è da ricordare la significativa presenza di mwbdkGuillaume Dufay, compositore francese tra i più importanti del tempo, che fu alla corte malatestiana fino al 1427 e vi compose numerose opere, e di mwbdoPietro Aaron, che nel 1518 divenne il primo maestro di cappella del coro della cattedrale.
Nel 1690 la città diede i natali a mwbdwCarlo Tessarini, violinista e compositore di concerti, sonate e sinfoniecite-ref-149[149].
Rimini diede anche i natali al musicista mwbeiBenedetto Neri 1771 - 1841, che visse e morì a Milano, dove fu professore al Conservatorio e Direttore musicale del Duomo.
Amintore Galli, illustre musicologo e compositore nato nel 1845 a mwbeqTalamello, frequentò il Ginnasio di Rimini prima di trasferirsi a mwbeuMilano per studiare al Conservatoriocite-ref-150[150]. Galli fu critico per il quotidiano musicale “Il Secolo” e compose nel 1886 lmwbeo'mwbesInno dei lavoratori; a lui fu dedicato nel 1945 il Teatro comunale di Rimini.

Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento una certa vivacità caratterizzò lo Stabilimento dei Bagni, presso il quale si tenevano eventi mondani e serate danzanti; negli stessi anni furono ospiti del lido di Rimini il soprano Elena Bianchini Cappelli e il tenore mwbfeEnrico Carusocite-ref-farina99-151-0[151]. In anni recenti la città diviene ispirazione per l'mwbfyomonimo album di mwbfcFabrizio De André, pubblicato nel 1978, ed è ricordata in diverse canzoni popolari italiane e straniere: mwbfgRimini (Fabrizio De André), mwbfkInutile (mwbfoFrancesco Guccini), mwbfsAmarcord (mwbfwNino Rota, nella colonna sonora dell'omonimo film di Fellini), mwbf0Adriatico (mwbf4Claudio Lolli), mwbf8Tokyo storm warning (mwbgaElvis Costello), mwbgeRitorna a Rimini (mwbgiFred Buscaglione). Sono nati a Rimini il cantautore mwbgmSamuele Bersani, la cantante mwbgqRaffaella Cavalli, il compositore e regista Roberto Paci Dalò e il compositore e produttore discografico mwbguCarlo Alberto Rossi, autore di canzoni di successo (mwbgyLe mille bolle blu e mwbgcE se domani di mwbggMina).

Ha sede nel comune l'associazione musicale Filarmonica Città di Rimini, con origini risalenti al 1828, che interviene nei principali eventi istituzionali della città ed organizza concerti e manifestazioni.

Cucina

La cucina riminese è semplice, popolare, ed è legata indissolubilmente alle tradizioni della civiltà contadina e alla cultura della terra, con influssi peculiari dovuti alla posizione tra mare e collina, al confine tra Romagna e Marche. I piatti riminesi si basano sull'uso di farina, uova, formaggi, carne e legumi, ingredienti classici della mwbhacucina romagnola, ai quali si aggiungono il mwbhepesce azzurro, di cui il mare Adriatico era ricchissimo, le erbe aromatiche – aglio, finocchio selvatico, prezzemolo, rosmarino, rosole, ortica, rucola – e prodotti tipici locali, tra cui mwbhiolio extravergine di oliva, strigoli, bietole e spinaci.

Il piatto principale è tradizionalmente la mwbhqpasta, asciutta, in brodo o al forno, preparata in molte forme diverse. I primi piatti si ottengono quasi tutti dalla sfoglia, uno degli elementi distintivi della cucina locale: un impasto di uova e farina, lavorato a mano e steso con il mattarello, dalla superficie fine e lievemente rugosa per assorbire i condimenti. Una versione verde della sfoglia, preparata con l'aggiunta di spinaci, viene utilizzata per le mwbhulasagne al forno. Tra i primi figurano i mwbhycappelletti, i mwbhcpassatelli in brodo, le lasagne al forno, i mwbhgcannelloni, i nidi di rondine, i mwbhkravioli, le mwbhotagliatelle, i mwbhsgarganelli, i mwbhwmaltagliati, gli mwbh0gnocchi e gli mwbh4strozzapreticite-ref-152[152], spesso conditi con ragù di carne o con burro e salvia.

I secondi piatti comprendono piatti di carne quali il mwbigpollo alla cacciatora, il coniglio in porchetta, le mwbikzucchine ripiene, i salumi, le grigliate miste composte da braciole di castrato e salsicce di maiale, e piatti di pesce, tra cui le grigliate di sgombri, saraghine, sardoncini e sarde, gli spiedini di pesce cotti sul “focone”, le seppie con i piselli, le fritture di calamaretti e di bianchetti (qui conosciuti come “omini nudi”)cite-ref-153[153].

La mwbi8piada, chiamata anche piadina, è un pane di antica tradizione, sottile e friabile, ottenuto da un impasto di mwbjafarina, mwbjeacqua, mwbjistrutto e mwbjmsale, e fatta cuocere al fuoco su un testo di terracotta o in ghisa. È spesso accompagnata a grigliate di carne o di pesce, salsicce, verdure gratinate, salame, prosciutto, formaggi freschi o erbe di campagna. I cassoni, o crescioni, sono focacce ripiene che costituiscono una variante “chiusa” della piadacite-ref-154[154] e vengono farciti con numerosi ripieni differenti: rosole ed erbe di campo, patate e salsicce, pomodoro e mozzarella.

I contorni comprendono insalate miste, verdure gratinate, patate al forno, strigoli saltati in padella, mwbjkolive marinate con mwbjofinocchio selvatico, mwbjsaglio e scorza d'arancia. I dolci riminesi sono rustici e venivano preparati quasi esclusivamente in occasione del mwbjwNatale e del mwbj0Carnevale. La ciambella appartiene alla tradizione di Natale; i mwbj4fiocchetti e le mwbj8castagnole a quella di Carnevale; la mwbkapiada dei morti è un dolce con noci, uvetta, pinoli e mandorle, caratteristico del mese di novembrecite-ref-155[155]. La mwbkuzuppa inglese è un dolce particolarmente ricco che combina il gusto delicato della crema pasticciera a quello robusto dei savoiardi imbevuti in diversi liquoricite-ref-156[156]. I dessert di frutta includono i mwbkofichi caramellati, le mwbkspesche con l'Albana e le mwbkwfragole con il vino rosso.

Prodotti tipici locali sono lo mwbk4squacquerone, formaggio fresco a pasta molle, dal sapore leggermente acidulo, e la saba, sciroppo d'uva o mosto cotto, usato per la preparazione di dolci. L'olio extravergine di oliva ha una tradizione storica testimoniata dalla presenza di frantoi attivi sin dall'antichitàcite-ref-157[157]cite-ref-158[158]. La produzione di olio deriva principalmente dalla varietà Correggiolo, la più diffusa sul territorio, dal colore giallo con riflessi verdi molto intensi e dal sapore fruttato, con note aromatiche di mandorla verdecite-ref-159[159]. I vini più noti sono il mwblsSangiovese, dal colore rosso rubino carico, e il mwblwTrebbiano, bianco asciutto e armonico, ma anche altri vini si sono imposti per le loro caratteristiche qualitative: il mwbl0Pagadebit, la mwbl4Rebola, il mwbl8Cabernet Sauvignoncite-ref-160[160] e l'mwbmqAlbana, bianco secco e amabile risalente probabilmente all'epoca romana.

Eventi

Manifestazioni ed eventi di primo piano si tengono a Rimini in ogni periodo dell'anno.

Ogni anno sono in programma diversi eventi: dalle rassegne, la più nota delle quali è la Sagra Musicale Malatestianacite-ref-161[161], a concerti, eventi sportivi (mwbnemwbniPaganello), culturali mwbnmFestival del mondo antico, e mondani, tra cui particolare rilievo ha la mwbnqNotte Rosa, che si festeggia in contemporanea lungo l'intera costa dell'Emilia-Romagna. In inizio estate altri eventi caratterizzano la città, uno di questi è "mwbnuAl Mèni"cite-ref-162[162], Rimini diventa la capitale italiana del gusto, il Circo 8 e 1/2 dei sapori, showcooking degli chef, street food gourmet, gelati stellati, mercato dei prodotti di contadini, artigiani e designer.

Tra il 1954 e il 1956 la città fu sede delle finali del mwbnsconcorso di bellezza mwbnwMiss Italia, che videro l'elezione di mwbn0Eugenia Bonino nel 1954, mwbn4Brunella Tocci nel 1955 e mwbn8Nives Zegna nel 1956.

Per quanto riguarda le manifestazioni ed eventi fieristici, Rimini è dotata di un quartiere fieristico moderno e funzionale (mwboeRimini Fiera) capace di attirare milioni di visitatori ogni anno. Nel solo 2015 il quartiere Fieristico di Rimini ha visto in calendario 41 manifestazioni, totalizzato 8.525 espositori, mentre i congressi e gli eventi ospitati sono stati 141, e il tutto ha generato oltre 2 milioni di presenzecite-ref-163[163]. La società che organizza tali eventi fieristici è lmwboy'mwbocItalian Exhibition Group S.p.A. società per azioni, quotata in mwbokborsa. Il quartiere fieristico di Rimini presidia quattro distretti economici (Travel & Tourism, Technology & Enviroment, Entertainment & Leisure e Hotel & Food Industry) con manifestazioni ad alta specializzazione (35 tra annuali e biennali, 11 delle quali con la qualifica di internazionale e per la maggior parte organizzate direttamente).

Il quartiere fieristico di Rimini si compone:

• di una struttura fieristica, completata nel 2001 e ampliata nel 2017, che è uno tra i più grandi quartieri fieristici d’Italia, in termini di superficie. Organizzata su un unico livello, dispone di 189.000 m² di superficie utile, di cui 129.000 m² di superficie espositiva lorda e 60.000 m² di superficie per i servizi, ed è dotata di 24 sale convegni modulabili, una stazione ferroviaria interna di linea, 11.000 posti auto, oltre a sala stampa, business center e ristoranti/corner ristorazione.cite-ref-164[164]
• di un centro dei congressi (il Palacongressi) che sorge dove un tempo si trovava il vecchio quartiere fieristico riminese. Progettato dalla GMP di Amburgo e costruito ex novo dalla Società del Palazzo dei Congressi S.p.A. di Rimini, sorge su un'area di 38.000 metri quadri e ha una capienza complessiva di 9 300 posti. Completano la struttura un'area servizi, ristoranti e centri di ristoro e un sistema di 500 parcheggi interrati.

Grazie a queste strutture fieristiche Rimini è sede di congressi nazionali e internazionali. Ad esempio, la città ospita il mwbpmMeeting per l'amicizia fra i popoli e le Giornate internazionali di studio “Pio Manzù”, nell'ambito dei quali si tengono interventi, mostre e incontri su temi di attualità, società e politica.cite-ref-165[165]

Geografia antropica

Urbanistica

Rimini presenta un impianto urbano di origine romana, riconoscibile dalla regolarità dei tracciati viari del centro storico. Tale impianto, basato su due assi fondamentali, il decumano (Corso d'Augusto) e il cardo massimo (via Giuseppe Garibaldi – via IV Novembre), era originariamente compreso entro i limiti naturali rappresentati dal Marecchia a NO e dell'Ausa a SE. I limiti difensivi rimasero per secoli coincidenti con le mura aureliane.

Nel Medioevo la città si espanse verso il porto, dotandosi di una nuova cinta muraria e trasformando alcune aree del centro urbano, come i rioni Montecavallo, Pomposo e Clodio, con strade strette e dall'andamento sinuoso, irregolare e concentrico. I mutamenti verificatisi tra il XV e il XIX secolo non comportarono modifiche sostanziali all'impianto ormai consolidato della città. Le vaste aree libere parzialmente coltivate a orti che esistevano nel tessuto urbano furono rimarginate solo tra la metà dell'Ottocento e i primi anni del Novecentocite-ref-conti39-41-166-0[166].

Nel 1825 l'immigrazione e soprattutto la necessità di localizzare fuori dalla cinta muraria le attività produttive portarono alla formazione, lungo le tre direttrici per l'entroterra, del borgo Sant'Andrea. Questo sobborgo si aggiunse a quelli di San Giuliano e San Giovanni, esistenti rispettivamente almeno dall'XI e XVI secolo, anche se più volte ricostruiticite-ref-conti251-167-0[167]. Nel 1843 fu costruito il primo stabilimento balneare (1843), che fu collegato direttamente alla città attraverso Viale Principe Amedeo.

Dall'inizio del Novecento, grazie allo sviluppo turistico e demografico, Rimini si estese all'esterno della cinta muraria, verso la stazione ferroviaria e il mare. Nel secondo dopoguerra l'espansione delle nuove periferie e la definitiva saturazione della fascia a mare della linea ferroviaria portarono ad una saldatura dell'area urbana con le frazioni litoranee e gli altri centri della Riviera romagnolacite-ref-contipasini283-168-0[168], che si configura oggi come una conurbazione costiera estesa per oltre 50mwbrm km.

Suddivisioni storiche

Il mwbrycentro storico di Rimini, compreso entro la cinta muraria malatestiana, fu storicamente diviso fin dall'età medievale in quattro mwbrcrioni: Cittadella, Clodio, Pomposo e Montecavallocite-ref-conti215-169-0[169]. I confini esatti dei quartieri non sono noti, ma si suppone dovessero coincidere con le maggiori strade storiche della città: gli attuali Corso d'Augusto, Via Giuseppe Garibaldi e Via Alessandro Gambalungacite-ref-conti215-169-1[169].

Il rione Cittadella, nella zona occidentale del centro, ospitava le principali sedi del potere civile e religioso (i palazzi comunali, Castel Sismondo e la Cattedrale di Santa Colomba) e rappresentava di fatto il quartiere più importante della città storicacite-ref-conti215-169-2[169]. Il rione Clodio, il più settentrionale, aveva un carattere popolare e un impianto urbanistico strettamente legato alla presenza del fiume Marecchia e alla vicinanza all'antica linea di costacite-ref-conti215-169-3[169], molto più arretrata rispetto a quella odierna. Il rione Pomposo, il più vasto, assunse il proprio nome dal monastero dei Benedettini di Pomposa; un'ampia parte del territorio per secoli fu occupata da conventi e orticite-ref-conti215-169-4[169], scomparsi in seguito all'espansione del 1907cite-ref-contipasini211-170-0[170]. Il rione Montecavallo, che costituisce il settore meridionale del centro storico, si caratterizza per l'andamento curvilineo delle strade, di origine medievale e legate alla presenza della Fossa Patara, e per il piccolo rilievo detto “Montirone”cite-ref-conti215-169-5[169].

All'esterno della cinta muraria, lungo le principali strade, si sviluppavano quattro mwbtyborghi, completamente assorbiti dall'espansione urbana tra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento: San Giuliano, Sant'Andrea, San Giovanni e Marinacite-ref-conti251-167-1[167].

Il borgo più antico ed importante era quello di San Giuliano, lungo la Via Emilia, abitato da pescatori ed esistente già nell'XI secolocite-ref-conti251-167-2[167]. Il borgo San Giovanni e il borgo Sant'Andrea (noto anche come borgo Mazzini) furono entrambi distrutti nel corso di un incendio nel 1469cite-ref-conti251-167-3[167]. Il primo, sviluppatosi lungo la Via Flaminia e abitato da piccoli artigiani e borghesi, fu ricostruito intorno alla metà del Cinquecento; il secondo, formatosi lungo le strade di collegamento con l'entroterra – Via Covignano, Via Marecchiese e Via Monte Titano – fu ricostruito solo a partire dal 1825. Il borgo di Marina, sviluppatosi dal XV secolo lungo la riva destra del fiume Marecchia ed indissolubilmente legato alle attività portuali, fu radicalmente trasformato a causa degli sventramenti per l'apertura di Via dei Mille (1932) e dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, particolarmente pesanti data la vicinanza ai ponti cittadini e allo scalo ferroviariocite-ref-conti263-171-0[171].

Suddivisioni amministrative

La legge n. 42/2010 ha soppresso le mwbuocircoscrizioni nei comuni con meno di 250mwbus 000 abitanti. In precedenza il Comune di Rimini era così suddivisocite-ref-172[172]:

• Circoscrizione 1: Centro Storico - Marina Centro – San Giuliano (3,36mwbvi km²; 19.074 abitanticite-ref-173[173])
• Circoscrizione 2: Borgo San Giovanni – Lagomaggio – Marina Lido (3,67mwbvg km²; 21.033 abitanti)
• Circoscrizione 3: Bellariva – Miramare (5,28mwbvo km²; 22.701 abitanti)
• Circoscrizione 4: Borgo Mazzini – INA Casa – Vergiano – Corpolò (43,81mwbvw km²; 23.460 abitanti)
• Circoscrizione 5: Celle – Viserba – San Vito – Santa Giustina (35,23mwbv4 km²; 32.034 abitanti)
• Circoscrizione 6: V PEEP – Grotta Rossa – Gaiofana (43,46mwbwa km²; 25.019 abitanti)

Frazioni e località

Frazioni litorale nord

Le mwbwgfrazioni litoranee a nord della città sono cinque (da nord-ovest a sud-est): mwbwkTorre Pedrera, mwbwoViserbella, mwbwsViserba, Rivabella e San Giuliano Mare. Le località di mwbwwBellaria e mwbw0Igea Marina, oggi unite nel comune omonimo, furono frazioni di Rimini fino al 1956.

Questo tratto di costa, lungo circa 6mwbw8 km, presenta un mwbxaarenile meno profondo rispetto alla marina di Rimini e protetto dall'mwbxeerosione da mwbxiscogliere, con mwbxmfondali molto bassi (a 500 metri dalla costa si raggiungono circa 5 metri di profondità).

Torre Pedrera, la frazione più settentrionale, deve il suo nome all'antica torre fatta costruire nel 1673 in prossimità del fiume Pedriera come difesa contro gli attacchi dei pirati. È dotata di una propria stazione ferroviaria (mwbxystazione di Rimini Torre Pedrera) sulla mwbxclinea Ferrara-Rimini.

Viserba, la più antica e popolosa tra le frazioni settentrionali, si sviluppò dopo il 1889, con l'inaugurazione della stazione ferroviaria (mwbxkstazione di Rimini Viserba) sulla linea Ferrara-Riminicite-ref-contipasini116-174-0[174], creata per favorire il commercio dei materiali della mwbx4corderia, una fabbrica presente dal 1840 e passata da semplice mulino a pillificio e corderia.

Nel 1908 Viserba fu collegata al Lido di Rimini dalla strada litoraneacite-ref-contipasini117-175-0[175], lungo la quale sorsero numerosi mwbyyvillini, ancora oggi in parte esistenti. Nella prima metà del Novecento Viserba ebbe l'appellativo di "regina delle acque", per la presenza della fonte Sacramora e di abbondanti acque nel sottosuolo, dovute alla sua posizione al centro della conoide fluviale del Marecchia. Dal secondo dopoguerra Viserba si è espansa ulteriormente verso l'entroterra (mwbygViserba Monte), fino a raggiungere in tempi recenti la mwbykStrada statale 16 Adriatica, attraverso la costruzione di un vasto quartiere di mwbyoedilizia popolare.

San Giuliano Mare, separata dal centro di Rimini solo dal porto canale, è sede della darsena mwbywMarina di Rimini, il maggiore mwby0porto turistico della città, dotato di 680 posti barca.

Frazioni litorale sud

Le frazioni litoranee a sud di Rimini sono quattro (da nord-ovest verso sud-est): Bellariva, Marebello, mwbzeRivazzurra e Miramare. La città di Riccione, oggi comune autonomo, costituiva la frazione più meridionale del comune di Rimini fino al 1923.

Lungo questo tratto costiero, lungo circa 5mwbzm km, sorgono le principali mwbzqcolonie marine di Rimini: il Sanatorio Comasco (1906) e l'Ospizio Marino Bolognese “A. Murri” (1912)cite-ref-contipasini90-176-0[176] a Bellariva, la Colonia Villa Margherita (1920) a Marebellocite-ref-colonie140-177-0[177], la Colonia Enel a Rivazzurra (1932)cite-ref-colonie141-178-0[178] e le colonie Novarese (1934)cite-ref-colonie137-179-0[179] e Bolognese (1932)cite-ref-colonie134-180-0[180] a Miramare. Questo tratto di costa fu quasi interamente edificato durante il forte sviluppo turistico degli anni sessanta del Novecento, quando, senza ancora un piano regolatore, furono costruiti uno a ridosso dell'altro numerosi hotel economici e pensioni, aperti a partire da aprile-maggio.

La maggiore frazione litoranea meridionale, nonché la più antica, è Miramare, sorta nei primi anni del Novecento e sviluppatasi dagli anni trenta lungo viale Ivo Oliveti e la strada litoranea. Miramare è sede dell'Aeroporto internazionale “Federico Fellini” e possiede una propria mwb0ostazione ferroviaria sulla linea ferroviaria Bologna-Ancona; ospita inoltre il mwb0scentro termale marino di Riminiterme.

Altre frazioni importanti

San Lorenzo in Correggiano (in dialetto riminese San Lurènz in Curzein), situata sull'omonimo colle, posto tra via Coriano e via Montescudo a circa 4mwb04 km dalla Strada statale 16 Adriatica, ha una popolazione di circa 500 abitanti. Da sempre parte del contado riminese, nel 1371 era ricordata come mwb08Villa Plebis Sancti Laurentii in Coregiano e ospitava 34 focolari. Il celebre orientalista Giuseppe Adolfo Noel des Verges comprò in questi luoghi nel 1843 la Villa des Vergers.

mwb1eElenco completo delle frazioni e delle località abitate, in ordine alfabeticocite-ref-181[181]

Bellariva, Belvedere, Borgo nuovo, Ca' Acquabona, Ca' Guda, Ca' Palloni, Ca' Rinaldi, Ca' Spina, Ca' Tentoni, Ca' Tomba, Calastra nuova, Calorè, Casalecchio, Case della Fossa, Case Monte Cieco, Case Orsoleto, Case Pradese, Casetti, Casetti Prazzolo, Corpolò, Dogana, Fienili, Fornace, Fornace di Miramare, Fornace Marchesini, Gaiofana, Gaiofana di Vergiano, Ghetto Casale, Ghetto Masere, Ghetto Mavos, Ghetto Petini, Ghetto Piccinelli, Ghetto Randuzzi, Ghetto Tamagnino, Ghetto Tombanuova, Ghetto Turco, Grillo, Grottarossa, Il Palazzone, La Brusada, La Cerbaiola, La Fasolina, La Zingarina, Lagone, Le Casette, Macanno, Malte, Marano, Marebello, Miramare di Rimini, Missiroli, Monte Cieco, Morri, Mulino Carlotti, Ospedaletto, Orsoleto, Osteria, Osteria del Bagno, Osteria del Fiume, Padulli, Pelito, Pozzi, Rivabella, Rivazzurra, Sacramora, Sabanelli, San Fortunato, San Giovanni in Bagno, San Giuliano, San Giuliano mare, San Lorenzo monte, San Lorenzo in Correggiano, San Martino in Riparotta, San Martino in Venti, San Martino monte L'Abate, San Paolo, San Salvatore, mwb1cSan Vito, Santa Aquilina, Santa Cristina, mwb1gSanta Giustina, Santa Maria in Cerreto, Spadarolo, Stazione Vergiano, Torre Pedrera, Tramontana, Urbinità, Variano, mwb1kVergiano, Villa Francolini, Villaggio 1 maggio, Viserba, Viserba monte, Viserbella.

Economia

Rimini è un centro turistico di importanza internazionalecite-ref-turrigeografia26-182-0[182]. L'mwb2aeconomia è basata sul terziario turistico, il cui sviluppo, iniziato nella prima metà dell'Ottocento e definitivamente affermatosi con il "miracolo economico" del secondo dopoguerra, ha condizionato gli altri settori: il mwb2eterziario avanzato, il mwb2icommercio, l'mwb2medilizia e l'mwb2qindustriacite-ref-183[183]. Tra i maggiori albergatori si possono ricordare Arpesella, Marchetti, Amati e Grossi. L'mwb2kagricoltura e la mwb2opesca, che per secoli costituirono le principali risorse economiche per la città, sono settori secondari, anch'essi in parte subordinati alle attività turistiche.

Terziario

Il turismo a Rimini nacque inizialmente come soggiorno di tipo terapeutico, per cure mwb34talassoterapiche, mwb38idroterapiche ed mwb4aelioterapiche, evolvendosi in villeggiatura balneare d'élite alla fine dell'Ottocento, in turismo medio e piccolo borghese tra le due guerre e, nel secondo dopoguerra, in turismo di massacite-ref-contipasini9-184-0[184].

Rimini concentra circa un quarto dell'offerta alberghiera regionale, con oltre 1.000 hotelcite-ref-185[185], di cui circa 220 aperti tutto l'annocite-ref-186[186], per un totale di 72.000 posti lettocite-ref-187[187], oltre a residence, appartamenti, villette, bed & breakfast e campeggi.

Il mwb5mturismo si basa sul settore balneare, accanto al quale si sviluppa l'offerta legata alle fiere e ai congressi, agli eventi, alla notte, alla cultura, al benessere e all'enogastronomiacite-ref-188[188]. Tra le altre attrazioni turistiche, dal 1968 al 2013 vi era un mwb5gdelfinario, ora dismesso e destinato ad ospedale per tartarughe marine, non ancora inauguratocite-ref-189[189].

Rimini è sede di fiere e congressi internazionali, con un quartiere fieristico e un palacongressi tra i più importanti in Europacite-ref-190[190], grazie alla posizione geografica e alla concentrazione di strutture ricettive, servizi e attrattive che la città offre. Il commercio, come numero di imprese e di addetti, figura tra i principali settori economici, con un importante centro commerciale all'ingrosso, due ipermercati, grandi magazzini, supermercati e centinaia di negozi e boutique.

Industria

L'industria, meno sviluppata rispetto al turismo e al terziario, comprende numerose aziende di media e piccola dimensione operanti nei settori alimentare, della meccanica del legno, dell'edilizia, dell'mwb6qarredamento, dell'mwb6uabbigliamento e dell'editoriacite-ref-191[191]. Rimini è sede inoltre di uno storico stabilimento delle Officine Manutenzione Ciclica di Trenitalia, specializzato nelle attività di manutenzione e riparazione di mezzi di trazione dieselcite-ref-192[192]. L'azienda più grande di Rimini è la «[[MARR]]», società per azioni attiva nel settore alimentare.<ref&#x3E;{{cita web|url=http://topaziende.ilrestodelcarlino.it/|titolo=TOP aziende. Sintesi dei bilanci delle principali aziende 2012|accesso=9 giugno 2013}}</ref&#x3E; Il sistema produttivo riminese comprende due principali poli industriali e artigianali: quello delle Celle e quello del Villaggio I maggio, situati rispettivamente a nord-ovest e a sud-ovest della città.

Agricoltura

L'agricoltura riveste un'importanza marginale rispetto agli altri settori per l'economia localecite-ref-193[193].

Nel 2021 le colture che occupano maggiore superficie totale coltivata nella provincia di Rimini sono, in ordine: l'mwb7uerba medica, il mwb7yfrumento tenero, il mwb7cfrumento duro, il mwb7gforaggio (mwb7kprati polifiti), la mwb7ovite, l'mwb7solivo, l'mwb7worzo e il mwb70girasole; mentre tra gli alberi da frutto predominano l'mwb74albicocco, il mwb78pesco e il mwb8akaki.cite-ref-194[194]

Importanti la tradizione vitivinicola, con i vitigni mwb8ySangiovese, mwb8cTrebbiano, Rebola, Pagadebit e mwb8gAlbana, e la produzione di mwb8kolio extravergine d'oliva (con lmwb8o'mwb8sOlio Colline di Romagna Dop), da cultivar Correggiolo, Frantoio, Moraiolo, Pendolino e Rossinacite-ref-195[195].

Pesca

Il settore della pesca ha un'importanza secondaria nell'economia della città, nonostante rappresenti una delle attività storiche del territorio. Rimini è uno tra i principali porti pescherecci del mare Adriaticocite-ref-turrieconomia72-196-0[196] e la sua flotta, con un centinaio di barche, è la più ampia del compartimento riminese, che comprende un tratto di circa 50mwb9y km di costa, da mwb9cCattolica a mwb9gCesenaticocite-ref-197[197].

Artigianato

Per quanto riguarda l'mwb98artigianato, Rimini è rinomata soprattutto per la produzione di mwb-aceramiche, di mwb-emedaglie artistiche, di mwb-imobili artistici in stile, di mwb-mpizzi a tombolo, di mwb-qintarsi su mwb-umarmo, e per i laboratori di abbigliamento.cite-ref-aci-198-0[198]

Infrastrutture e trasporti

Strade

Rimini è collegata alla mwb-erete autostradale nazionale tramite due caselli, situati a nord e a sud della città, della mwb-iautostrada A14 Bologna-Taranto.
Altre strade importanti che interessano il comune sono la mwb-qvia Emilia e la strada statale 16 Adriaticacite-ref-199[199].

Ferrovie

La città è attraversata da due linee ferroviarie, la Bologna-Ancona e la Ferrara-Rimini, ed è servita da cinque impianti tra mwb-8stazioni e mwcaafermate: Rimini, mwcaeRiminiFiera, Rimini Miramare, Rimini Viserba e Rimini Torre Pedrera.

In passato la città era servita da altre due linee ferroviarie:

• la mwcauferrovia elettrica Rimini-San Marino, funzionante tra il 1932 e il 1944, aveva il capolinea riminese presso il binario 1 est della stazione di Rimini e giungeva fino a mwcayCittà di San Marino percorrendo la vallata del torrente Ausa su un tracciato simile a quello dell'attuale superstrada;
• la mwcagferrovia Rimini-Novafeltria, chiusa nel 1960, percorreva la Valmarecchia fino a Novafeltria, allora mwcakMercatino Marecchia. A Rimini la stazione capolinea, denominata mwcaoRimini Centrale, era situata presso l'attuale mwcasautostazione delle mwcawFerrovie Emilia Romagna.

Entrambe le linee erano a mwca4scartamento ridotto da 950mwca8 mm ed inizialmente furono esercite in mwcbaconcessione da società private, rispettivamente la mwcbeSocietà Veneto Emiliana Ferrovie Tranvie (SVEFT) e la mwcbiSocietà Anonima delle Ferrovie e Tramvie Padane (FTP).

Aeroporti

Rimini è servita dall'mwcbkAeroporto di Rimini, il secondo della regione come numero di passeggeri. La pista, nata come aeroporto militare, ospitò il mwcbo5º Stormo intitolato a mwcbsGiuseppe Cenni (mwcbwMedaglia d'oro al valor militare). L'aeroporto viene talvolta utilizzato come scalo secondario di mwcb0Bologna.cite-ref-200[200]

Mobilità urbana

Il trasporto pubblico del bacino di Rimini, comprendente le linee mwccqautobus urbane e interurbane a servizio della città e della provincia, è gestito da mwccuStart Romagna. Start Romagna esercisce anche la mwccyfilovia interurbana per Riccione, che nel 1939 sostituì la preesistente mwccctranvia extraurbana, la quale svolgeva anche servizio urbano.

Dal 23 novembre 2019 è attivo il servizio di mwcckautobus a transito rapido mwccomwccsMetromare (in precedenza Trasporto Rapido Costiero), che collega la stazione di Rimini e la mwccwstazione di Riccione con 15 fermate intermedie, viaggiando in sede riservata lungo un itinerario sopraelevato adiacente alla linea ferroviaria (eccetto per il tratto finale su sede promiscua presso la stazione di Riccione).cite-ref-inaugurazione-201-0[201]

Amministrazione

Gemellaggi

Rimini è gemellata con:cite-ref-202[202]cite-ref-203[203]

Soči, dal 1977

Sport

Ciclismo

Giro d'Italia

Rimini è stata mwce8sede di tappa della "mwcfaCorsa Rosa" in ventuno occasioni (dodici partenze e nove arrivi);cite-ref-giro-204-0[204] la prima volta fu l'arrivo, nel mwcfu1932, della tappa mwcfyFerrara-Rimini vinta da mwcfcLearco Guerracite-ref-giro-204-1[204] mentre l'ultima fu nel mwcfw2020, anche in questo caso un arrivo, con la tappa mwcf0Porto Sant'Elpidio-Rimini vinta dal francese mwcf4Arnaud Demare.cite-ref-giro-204-2[204]

Tour de France

Anche il mwcgyTour de France ha avuto la città di Rimini quale sede di tappa: nell'edizione mwcgc2024 la corsa francese ebbe la "Grande Partenza", per la prima volta in Italia, da Firenze alla volta di Rimini, dove si concluse la prima tappa con la vittoria del francese mwcggRomain Bardet.cite-ref-205[205]

Principali società sportive

• mwchaRimini Football Club: principale squadra calcistica cittadina, ha partecipato a 9 campionati di mwcheSerie B ed ha nel suo palmares anche una mwchiCoppa Italia Serie C. Attualmente milita nel campionato di mwchmSerie C.
• mwchuBasket Rimini: ha disputato 32 stagioni fra la prima e la seconda serie nazionale nel periodo 1978-2011. La sua prima squadra è stata attiva fino alla stagione 2017-2018.
• mwchcRinascita Basket Rimini: nata nel 2018, nel 2020 ha rilevato lo storico codice di affiliazione del Basket Rimini. Milita in mwchgSerie A2.
• mwchoRimini Baseball Club: ha vinto 13 scudetti e 3 Coppe dei Campioni. Dal 2019 non è più iscritta al campionato italiano.
• mwchwPallamano Rimini: tra le stagioni 1977-78 e 1989-90 ha partecipato a dodici edizioni della mwch0Serie A e raggiunto due finali di mwch4Coppa Italia. Ha inoltre disputato la mwch8Coppa delle Coppe 1980-1981. Ha cessato la propria attività nel 2013.
• H.C. Rimini: tra le stagioni 1977-78 e 1984-85 ha partecipato a cinque edizioni della Serie A incrociando, per i primi quattro anni, i rivali concittadini della Pallamano Rimini. Nel 1986 si è fusa con la stessa Pallamano Rimini.
• mwciiNew Rimini Baseball Softball: nuova realtà nata nel 2021 dalla collaborazione di cinque realtà locali, milita in mwcimSerie A.
• mwciuTorre Pedrera Falcons: ha vinto numerosi scudetti giovanili di baseball. Nata nel 1977, la prima squadra ha esordito in Serie A nel 2022, retrocedendo però in Serie B a fine stagione.
• Polisportiva Stella: la sezione di calcio maschile milita in mwcicPromozione, quella di basket maschile in DR3 dopo tanti anni in DR1. Mentre quella di volley femminile in Serie D.
• Junior Rimini Baseball: militante in Serie C, è inoltre una delle società dietro al progetto New Rimini Baseball Softball.
• Calcio a Cinque Rimini: militante in Serie C1.
• A.S.D. Rimini Rugby: nata nel 2002, milita in Serie C.
• mwciwRimini Pallavolo: fondata nel 1968, partecipò alla Serie A2 maschile nel 1983-1984. Nel 2014 si è fusa con il Viserba Volley per creare Riviera Volley.
• Riviera Volley: milita in Serie C femminile.
• Pallavolo Viserba: nata nel 1973, aveva raggiunto la Serie B1 maschile con la denominazione Viserba Volley. Nel 2017 è uscita dal progetto Riviera Volley formando appunto Pallavolo Viserba, che oggi milita in Serie C maschile e in Serie D femminile sotto forma di Volley Team Rimini.
• SG Volley: milita in Serie C femminile.
• Femminile Rimini Calcio: operativa dal 2014 al 2018, ha partecipato a tre campionati di Promozione e uno di Eccellenza.
• L.S.D.F.: società di ultimate frisbee.

Impianti sportivi

A Rimini sono presenti 66 impianti sportivi pubblici comunali e 8 provinciali, che comprendono lo mwcjqstadio "Romeo Neri", dotato di 9.800 posti a sedere e di una pista di atletica, lo mwcjustadio del baseball dei Pirati, centri sportivi polifunzionali, campi da calcio, palestre, piscine, pattinodromi e campi da rugbycite-ref-206[206]. La città è dotata inoltre di due palasport: l'mwcjoRDS Stadium (precedentemente noto come 105 Stadium) da circa 5.000 posti, e il mwcjsPalasport Flaminio, da circa 3.300 posticite-ref-207[207].

Note

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Collegamenti esterni

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